Ausilio e le Scuse Infinite: Basta, il Napoli ha Vinto sul Campo
C’è qualcosa di profondamente irritante, quasi grottesco, nell’assistere ancora una volta alle dichiarazioni di Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, che torna a parlare della scorsa stagione come se lo scudetto perso fosse stato sottratto ai nerazzurri per mano di qualche oscura congiura arbitrale. Le parole del dirigente interista, che ancora una volta alludono a partite giocate in più, a torti subiti, a un campionato che sarebbe potuto andare diversamente, suonano stanche, difensive e ,diciamolo chiaramente, poco onorevoli nei confronti di una squadra, il Napoli, che ha meritato la vittoria sul campo.
Un Disco Rotto che Non fa più Effetto
Ogni volta che la dirigenza dell’inter apre bocca per parlare della stagione scorsa, il copione è sempre lo stesso: le partite ravvicinate, il calendario sfavorevole, gli episodi arbitrali controversi. È un ritornello che ha perso qualsiasi credibilità. La domanda che bisognerebbe porre al dirigente dell’Inter è semplice e diretta: e i punti persi con la Roma? Quelli con la Lazio? E il pareggio beffardo contro il Parma? Solo per citarne alcune
Perché quando si costruisce un’analisi onesta di una stagione, fallimentare dal punto di vista del tricolore, beninteso, non certo per quanto riguarda la Champions League, non si può partire dagli arbitri. Si deve partire dai dati, dai risultati, dalle prestazioni. E i numeri parlano chiaro: l’Inter ha lasciato per strada punti preziosi contro squadre che, sulla carta, avrebbe dovuto battere agevolmente. Questi non sono torti arbitrali. Sono sconfitte e pareggi maturati sul campo, in novanta minuti di calcio giocato.
Inzaghi e la Gestione delle Forze
Un secondo aspetto che Ausilio sembra voler ignorare riguarda la gestione della rosa da parte di Simone Inzaghi. L’allenatore piacentino ha compiuto un lavoro straordinario alla guida dell’Inter, portando il club in finale di Champions League e costruendo un gioco riconoscibile e di alto livello. Tuttavia, sarebbe disonesto non riconoscere che in alcuni momenti cruciali della stagione la gestione delle energie e delle rotazioni ha lasciato qualcosa a desiderare. Le scelte sui cambi, la fatica accumulata in certi periodi, la difficoltà nel tenere il passo del Napoli proprio quando sarebbe stato necessario uno scatto decisivo: sono tutti fattori interni, sui quali il club avrebbe dovuto interrogarsi, invece di cercare alibi all’esterno.
Il Napoli con 14 Giocatori ha Vinto lo Scudetto
Ma il punto più importante e quello che rende le lamentele di Ausilio ancora meno digeribili, riguarda proprio il Napoli. La squadra di Antonio Conte Spalletti, campione d’Italia, ha dominato il campionato con una rosa oggettivamente inferiore per ampiezza e profondità rispetto a quella interista. Si parla di un organico di quattordici, forse quindici giocatori realmente competitivi. Niente prime riserve di lusso, niente turnover spinto, nessuna doppia punta di diamante per ogni ruolo. Eppure il Napoli ha vinto.
L’Inter, al contrario, poteva contare su una rosa di primissimo piano, costruita per competere su tutti i fronti. Aveva i giocatori, aveva la qualità, aveva l’allenatore. E pur con tutto questo, ha lasciato scappare lo scudetto. Allora, si chiede: di chi è la colpa? Degli arbitri? Del calendario? O forse bisognerebbe cercare le risposte dentro lo spogliatoio, dentro il campo, dentro quelle partite contro Roma, Lazio e Bologna che hanno fatto la differenza?
Il Silenzio del Napoli come Lezione di Stile
C’è un ultimo aspetto che merita di essere sottolineato, perché dice molto sul carattere e sulla dignità di una società sportiva. Il Napoli, nel corso della stagione, ha subito anch’esso episodi arbitrali quantomeno discutibili. Chi segue il calcio italiano lo sa bene. Basti pensare all’ammonizione comminata a Politano per simulazione in una partita contro la Roma, in un’azione che invece molti hanno ritenuto essere calcio di rigore netto. O all’episodio che ha riguardato Kone in area di rigore, sempre contro i giallorossi, su Scott McTominay: un contatto sospetto che avrebbe potuto benissimo portare al dischetto, ma che è stato ignorato senza clamore.
Ebbene, davanti a questi episodi, la società partenopea ha quasi sempre scelto la strada del silenzio. Nessuna conferenza stampa velenosa, nessuna dichiarazione pubblica per avvelenare i pozzi, nessun appello alla cospirazione. Il Napoli ha incassato, ha lavorato, ha vinto. Questo si chiama stile. Questo si chiama rispetto per il calcio e per gli avversari.
Conclusione: Basta Scuse, il Napoli ha Meritato
È tempo che Ausilio e l’Inter smettano di guardare indietro con il rancore di chi si sente derubato. Lo scudetto della scorsa stagione non è stato rubato a nessuno. È stato conquistato dal Napoli con merito, con sudore, con un’identità di gioco cristallina e con un allenatore che ha scritto la storia. L’Inter avrebbe potuto tranquillamente vincere il campionato con la rosa a disposizione e probabilmente avrebbe potuto anche fare un percorso ancora più profondo in Champions League. Ma non lo ha fatto. E la ragione va cercata all’interno, non nelle sale VAR o nei comunicati federali.
Il calcio è uno sport meraviglioso proprio perché non ammette scuse. Vince chi fa più punti, non chi ha il calendario migliore o l’arbitro più favorevole. Il Napoli ha fatto più punti. Il Napoli ha vinto lo scudetto. Fine della storia.






