Il caso Bastoni e la “gogna mediatica”
Il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, interviene con decisione sul caso che ha coinvolto Alessandro Bastoni, parlando di una reazione sproporzionata rispetto ai fatti.
“La nostra posizione è semplicissima, abbiamo notato che c’è stata una presa di posizione mediatica smisurata rispetto a quanto accaduto. Bastoni è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quanto successo. Parliamo di un giocatore di 26 anni, con più di 300 presenze in Serie A, mai protagonista di eventi clamorosi. È un patrimonio della Nazionale e qualcuno mette in dubbio la sua convocazione, è un danno ingiusto”.
“Ci troviamo di fronte a un errore di un giovane, ma chi non ne ha mai fatti? Se parliamo di simulazioni, se ne parla da cinquant’anni: è un fatto ordinario, non straordinario, sicuramente deprecabile e legato a fattori concomitanti come il braccio di Kalulu e il fischio immediato. Ha sbagliato, lo riconosco”.
Il dirigente ricorda anche precedenti stagioni:
“L’anno scorso abbiamo perso lo scudetto per un punto e c’è stato un errore riconosciuto in Inter-Roma, ci siamo attenuti. Quest’anno l’Inter è intervenuta in una sola occasione, dopo Napoli-Inter, in cui fu assegnato un calcio di rigore poi dichiarato non giusto”.
Arbitri, sanzioni e responsabilità condivise
Marotta amplia il discorso al sistema calcio nel suo complesso:
“Dobbiamo fare delle riflessioni, dagli arbitri alle società, ai giocatori, fino alla Federazione. Voi giornalisti traete le vostre conclusioni dagli atti che vedete e valutate, dalle dichiarazioni che i protagonisti fanno. Non dico cosa dovete fare, ma quello che avviene in Italia avviene anche all’estero, dobbiamo riflettere”.
Sulle possibili soluzioni propone un inasprimento generalizzato delle pene:
“Magari inasprendo le pene, ma per tutti, nei confronti dei tesserati. E parlo di pene pecuniarie, spesso si va oltre le righe anche nel comportamento verbale. È il mio pensiero, e sono qui a dire che Bastoni ha fatto un gesto non consono ai principi di realtà, ma va giustificato. La repressione non fa parte del mio bagaglio, si può prevenire. Ma è compito anche dell’associazione calciatori, spesso noto ignoranza del regolamento”.
“Caos solo quando riguarda l’Inter?”
Il dirigente nerazzurro respinge l’idea di un’attenzione selettiva nei confronti del club:
“La risposta è che l’Inter è stata la più vincente degli ultimi anni”.
Poi ricorda un episodio passato:
“Juventus-Inter 2021, palese simulazione di Cuadrado, arbitro Calvarese. Fu chiarito da tutti gli organi arbitrali che fu palese simulazione. Con quella vittoria, la Juve ottenne la qualificazione in Champions e la bellezza di 60-70 milioni. Punto”.
La replica su Saviano
Infine, una battuta su Roberto Saviano:
“Non so neanche chi sia, non so che ruolo abbia, non voglio neanche dargli importanza. È tutto in mano ai nostri avvocati, sicuramente”.
Le parole di Marotta chiudono il caso dal punto di vista societario, ma aprono una riflessione più ampia sul clima mediatico, sul peso degli errori e sul modo in cui il sistema calcio affronta episodi controversi.






