Faouzi Ghoulam si racconta a tutto campo al Corriere dello Sport, ripercorrendo gli anni al Napoli: dall’arrivo scelto controcorrente fino agli aneddoti più curiosi vissuti con Maurizio Sarri.
“Sarri voleva svuotare gli stadi”
L’ex terzino algerino ha raccontato la mentalità esasperata imposta da Sarri, per cui vincere non era mai abbastanza: la squadra doveva dominare al punto da svuotare lo stadio avversario prima del fischio finale.
“Per Sarri vincere non era abbastanza, ci diceva ‘Voglio svuotare lo stadio'”, ha raccontato Ghoulam.
#Ghoulam: “Per #Sarri vincere non era abbastana, ci diceva ‘Voglio svuotare lo stadio'”.
Al Corsport: “Se guardi alcune partite di quel #Napoli, vedevi noi guardare in tribuna per capire se lo stadio si stava svuotando, se i tifosi avversari andavano via.”… pic.twitter.com/7ShlMWKpRS
— il Napolista (@napolista) September 25, 2026
Koulibaly, Mertens e il presente azzurro
Ghoulam ha speso parole d’affetto per Kalidou Koulibaly, descritto come un fratello e la miglior persona conosciuta in carriera, oltre che come il giocatore che lo ha aiutato a crescere. Ha poi ricordato il ruolo di Francesco Calzona nella trasformazione di Dries Mertens in falso nueve. Guardando al presente, l’ex terzino ha promosso il talento di Costantino Favasuli, definendolo esplosivo e con margini di crescita importanti, pur ammettendo che il Napoli attuale sia “un passettino dietro le altre” solo per via del recente cambio di allenatore. Come raccontato da Napoli Network in una precedente intervista, Ghoulam aveva già parlato dei sacrifici fisici affrontati per continuare a giocare in maglia azzurra nonostante i gravi infortuni.
Ecco le parole di
Ghoulam al Corriere dello Sport: “Napoli? in Francia, mi chiama mio fratello: il Napoli ti vuole. Io dovevo andare alla Roma l’estate successiva. Di Napoli conoscevo solo Maradona. Su internet vedo le foto della città, appena scopro il golfo e il mare mi convinco subito. Mi chiama Benitez mentre sono in viaggio per il rinnovo col Saint-Étienne. Fermo subito l’auto e gli dico: ho il Mondiale questa estate, se vengo a Napoli e non gioco io lo perdo. Non volevo la certezza di un posto da titolare, ma un’opportunità. Lui me l’aveva promessa e poi me l’ha data. Comprai io stesso il biglietto per Napoli con scalo a Francoforte da Lione. E ovviamente non rinnovai più col Saint-Étienne. Arrivò il fax coi documenti del Napoli mentre ero con loro in sede. Fui felicissimo. Ma anche il primo giorno a Castel Volturno è da raccontare.
Già in viaggio non vedo il mare e mi preoccupo e il centro sportivo era meno bello del nostro al Saint-Étienne. Poi faccio le visite mediche, che supero, ma non riusciamo a firmare: avevo una clausola sul mio contratto, avrei preso soldi sul mio trasferimento ma il mio club non mi disse niente. Si parlava di una bella cifra. Così rinuncio a tutto pur di giocare al Napoli.
La partita più bella? Quella in casa del City quando mi procuro un rigore. Ma l’inizio fu choc: eravamo abituati ad avere sempre la palla ma dopo quindici minuti non riuscivamo a uscire dalla nostra area di rigore. Poi, però, abbiamo iniziato a palleggiare a casa loro, a casa di Guardiola, e allora pensammo: siamo davvero forti.
Noi avevamo giocatori davvero
forti, la gente forse neppure se ne
rendeva conto. Con quel calcio
ci divertivamo anche noi. Oggi ti
diverti in settimana ma la domenica
sei in tensione e la pressione si sente.
Con Sarri, invece, il nostro divertimento
era la partita vera mentre la settimana di
lavoro era pesante. Quando vedevo gli
avversari rincorrerci, io ero contento.
E ogni volta, per Sarri, non bastava
solo vincere. C’erano sempre
compiti in più. Lui voleva che si
svuotassero gli stadi. Noi al 70’
guardavamo le tribune per capire
se i tifosi delle squadre avversarie
fossero andati via e, se non
accadeva, sapevamo che il martedì
avremmo lavorato il doppio. Per
questo non ci accontentavamo mai
e segnavamo tanto. Volete saperne
un’altra?
Prima partita di Champions con
Sarri, andiamo a Kiev, stiamo
bene. Lui arriva nello spogliatoio
arrabbiato e la partita non era
ancora iniziata. Ci disse: non voglio
vederli nella nostra area di rigore
neppure una volta altrimenti dovete
fare autogol. Inizia la partita, appena
loro lanciano lungo, lui dalla panchina
subito si arrabbia. Voleva facessimo autogol
davvero, guardai Koulibaly: ma è pazzo? Ecco, per tutta la partita abbiamo pressato
come matti per evitare lanciassero lungo.
Koulibaly? L’ho conosciuto a Napoli, ormai è mio
fratello, è saggio, quando parla hai voglia di
ascoltarlo. Ti sembra di essere nel mondo
delle favole. Come calciatore lo conoscono
tutti, ma come uomo è la migliore persona
che abbia mai conosciuto. Grazie a lui sono
diventato il giocatore che sono stato. La
partita della svolta per lui è stata a Roma in
campo aperto contro Salah. Dopo la gara, in
autobus, Albiol era al telefono col direttore
sportivo del Barcellona: gli stava dicendo di
voler comprare Koulibaly.
Mertens falso 9 merito di Calzona? Francesco ha cambiato più di un giocatore,
chiedetelo a Koulibaly, oppure a me. Veniva
da noi, ci diceva come crescere
e noi eravamo a completa
disposizione pur di giocare
visto che non eravamo ancora
titolarissimi. Abbiamo fatto
tantissimi allenamenti
soprattutto in ritiro con
lui e tutto lo staff. Lo
ringraziamo.
Chi mi ricorda oggi quel Napoli? Il Como gioca molto bene
ma cambia tanto ogni anno
e non so quanto Fabregas
resterà ancora lì. Noi invece
abbiamo avuto un allenatore tra
i migliori. De Laurentiis è bravo
a sceglierli: ho avuto Benitez,
Sarri, Ancelotti e poi Gattuso
e Spalletti.
Gli allenatori più evoluti oggi? Mi piace l’Arsenal, il
Psg e mi sono sempre
piaciute le squadre di
Conte, anche se qualcuno
dice che lavorare con lui
sia pesante. Però per come
sono fatto io, sarebbe stato bello
averlo come allenatore. Io ho lasciato due ginocchia pur di provare a
vincere col Napoli. E poi mi piace la Juve
di Spalletti.
Non mi parlate di Vergara
come di un giovane. Per me è fortissimo,
è un grande giocatore, ma non è un
giovane.
Il Napoli per ora è un
passettino
dietro le altre,
ma solo perché ha cambiato
allenatore.
Favasuli? Mi piace, è esplosivo, ha una
bella gamba e un bel piede, una
grande progressione. Può essere
un valore aggiunto, è un giocatore
brillante e sta già dando un’energia in più
alla squadra. Può rivelarsi un bel colpo e
può dare tanto perché è giovane e quindi
esprimerà il suo miglior calcio tra 5-6 anni.
Sono curioso di capire dove giocherà in
futuro, se alto o da esterno puro”
