Faouzi Ghoulam torna a parlare da ex, ma con l’anima ancora cucita addosso all’azzurro. Intervenuto al Giffoni Sport, l’ex terzino sinistro ha raccontato con grande emozione cosa ha significato giocare per il Napoli, sottolineando un amore che va ben oltre le partite disputate o i trofei vinti.
“Napoli ti resta dentro per sempre”
Per Ghoulam, Napoli non è mai stata solo una tappa professionale: è stata casa, appartenenza, identità. “Il numero di partite non conta. Un anno a Napoli vale il doppio di uno altrove. Devi mentalizzare che non stai giocando per una squadra normale, ma per un popolo. Napoli ti prende, ti appartiene. Non è un’abbronzatura che va via: resta per sempre. Lo vedi con Hamsik, Maggio, e tanti altri.”

Nel ricordare lo scudetto, l’ex terzino si è lasciato andare a una riflessione profonda: “Tutti vogliono mettere tra parentesi questo traguardo, ma è un’impresa che resterà per sempre. Napoli ha vissuto tutto: Maradona, la Serie C, la risalita. Ora bisogna costruire un futuro, magari con più napoletani in squadra. Sarebbe bellissimo.”
Il sogno Serie A, l’economia e un futuro da manager
Ghoulam ha svelato anche il lato meno noto del suo percorso: “Da bambino volevo solo la Serie A. Ho sacrificato tutto per arrivarci. Studiavo economia sociale in Francia. Mia madre mi obbligò a diplomarmi, altrimenti avrei dovuto smettere. Oggi ho aziende, e voglio restituire al calcio quello che mi ha dato.”
Sul futuro: “Sto per iniziare il corso Uefa-B, poi parteciperò a un biennio in business e management. Il calcio mi ha insegnato tanto, ma bisogna prepararsi anche fuori dal campo.” Infine, parole speciali per Koulibaly – “è un fratello, lo dice anche sua madre” – e per gli allenatori avuti: “Non solo Benitez, anche Ancelotti, Spalletti e soprattutto Gattuso, a cui non viene dato il giusto valore. Farà una grande carriera.”
