Napoli e Conte: l’addio è una lezione di stile
Il Napoli e Conte stanno gestendo molto bene la chiusura naturale di un rapporto felice.
È infatti noto che al termine del campionato le strade di Antonio Conte e del Napoli si separeranno con un anno di anticipo rispetto alla durata contrattuale in essere. Un addio non ancora ufficiale, ma ormai noto a tutti (rivelato anche da Napoli Network in anticipo) e che sarà suggellato dopo la partita casalinga con l’Udinese.
Come scritto qualche giorno fa l’addio del mister è una decisione corretta per ambo le parti e chiude un biennio vincente e pieno di bei ricordi senza correre il forte rischio che un terzo anno potesse “offuscare” il ricordo. Conte saluta al termine di un biennio sicuramente memorabile, il Napoli saluta Conte nel momento giusto. Come dimostra la carriera dell’allenatore leccese il tecnico dura sempre 2 anni in carriera (unica eccezione la sua Juventus con 3 anni) proprio perché è nel suo modo di essere spremersi fino alla fine nella squadra dove si trova per poi non avere più forze mentali per affrontare un terzo anno. Era una cosa nota a chiunque avesse un minimo di contezza storica del calcio italiano e pertanto non deve assolutamente sorprendere l’addio dopo due anni. Nè tantomeno devono fustigarsi i tifosi del Napoli che danno le colpe dell’addio di Conte alle critiche della (minoranza)del tifo e di parte della classe giornalistica locale. Se venisse accolta questa strampalata tesi allora sarebbe colpevole la stampa aretina, sarebbe colpevole la stampa senese, sarebbe colpevole la stampa orobica, sarebbe colpevole la stampa barese, sarebbe colpevole la stampa londinese, sarebbe colpevole la stampa interista, sarebbe colpevole la stampa nazionale. Evidentemente non c’è nessuna responsabilità della stampa (e se c’è è in misura marginale), ma semplicemente è Conte che non è la persona che per sua scelta e modo di essere non pianta le radici nei posti dove allena.
Ciò che però merita elogi ad entrambe le parti in causa sono le modalità con cui sia il club che Conte stanno gestendo l’addio. Addio avvenuto nel rispetto reciproco, senza alcuno strascico. Basta ricordarsi cosa accaduto con Spalletti, con Gattuso, ma anche con lo stesso Sarri per far notare che non è una cosa scontata. Si chiude un rapporto felice in serenità, con Conte che addirittura sarebbe disposto a rinunciare integralmente all’ultimo anno di contratto secondo quanto riferito dai principali esperti di mercato. Questo addio, che probabilmente sarà suggellato dall’abbraccio del Maradona nella prossima domenica, è un insegnamento non solo al Napoli, ma all’Italia intera. Una lezione di maturità su come si chiude una bella storia. Scene che sono abituali in Germania, Spagna ed Inghilterra, ma che in Italia si vedono raramente, men che meno a Napoli. La musica è cambiata e non si può che esserne felici. Anche questo fa parte del progetto di crescita. Ora starà al Napoli scegliere il successore di Conte: questa però è un’altra storia…






