Alla vigilia di Porto-Napoli, la Gazzetta dello Sport racconta il tecnico che gli azzurri troveranno dall’altra parte: Francesco Farioli. Secondo il quotidiano, chi lo frequenta ogni giorno sostiene che di notte produca incredibilmente di più, e la notte prima della gara l’avrà passata a studiare il Napoli e il calcio di Allegri, diverso dal suo in tutto.
Un Porto moderno e giovane
La squadra di Farioli attacca e difende in undici, sperimenta e non ha paura di provare soluzioni nuove. L’età media è di 25 anni, mentre l’allenatore ne ha 37. Il pressing è altissimo, i terzini entrano in campo, le mezzali invadono l’area e gli esterni hanno libertà di puntare l’uomo in dribbling.
Dominio in campionato, zero punti in Champions
In campionato il Porto è inarrestabile: primo a punteggio pieno, con dieci vittorie in dieci partite. È la squadra che subisce meno, la seconda per gol fatti e la prima per xG e occasioni create. In Champions League, invece, la classifica dice zero punti, ma per la Gazzetta è ingenerosa: i portoghesi hanno lottato in tutte e tre le gare, buttandone via una contro il Betis dopo essere stati a lungo in vantaggio. Peccati di inesperienza, del gruppo e anche del tecnico, che prova a colmare il gap con il lavoro, curando ogni dettaglio, dal campo all’alimentazione.
Il metodo e la valorizzazione della rosa
Farioli, scrive il quotidiano, ha imparato a farsi rispettare in fretta senza diventare per forza amico dei giocatori. In conferenza stampa ha parlato di equilibrio, costruzione e voglia di fare la partita, ricordando che “il risultato è il giudice supremo” e che in 60 partite sulla panchina del Porto la squadra è cresciuta molto. Al primo anno ha vinto il campionato e riportato il club in Champions, aumentando anche il valore della rosa da 390 a 470 milioni di euro, secondo Transfermarkt. Tra i giovani esplosi con lui ci sono il danese Froholdt e l’esterno Pietuszewski.
L’amore dei tifosi e lo staff internazionale
Il rapporto con la tifoseria è stato immediato, anche perché il tecnico si è presentato già parlando portoghese e conoscendo la storia del club. Lavora con uno staff internazionale, con un solo italiano tra i match analyst, che si occupa di ogni dettaglio e anche dell’aspetto psicologico dei giocatori. Resta da vedere, conclude la Gazzetta, se basterà a mettere in difficoltà i 13 giocatori a disposizione di Allegri.






