Il New York Times è pazzo di Kevin De Bruyne
Nella giornata di mercoledì 1 ottobre Kevin De Bruyne è stato decisivo per il successo del Napoli sullo Sporting Lisbonacon ben due assist realizzati. Il New York Times gli dedica un lungo articolo dove elogia il primo dei due passaggi vincenti per Rasmus Hojlund.
NY Times: “Non esiste un premio ufficiale UEFA per il miglior assist della stagione in
Champions League.
E non dovrebbe essercene. Una volta imboccata la strada dei gong economici e arbitrari, dove si traccia il limite? I migliori lanci lunghi della Premier League? (Michael Kayode, ovviamente, ci starebbe).
In ogni caso, se un premio del genere esistesse, Kevin De Bruyne avrebbe avanzato una richiesta anticipata che sarà difficile superare nei restanti otto mesi del torneo.
Il momento magico si è verificato al 36° minuto della partita casalinga del Napoli contro lo Sporting CP di mercoledì. Con sette tocchi di palla, De Bruyne ha tracciato una traiettoria che lo avrebbe guidato per circa 70 metri, superando cinque avversari disorientati e indifesi.
Il primo, il secondo e il terzo tocco avvengono appena fuori dalla propria area di rigore, quando De Bruyne subisce un attacco dello Sporting represso, supera con nonchalance Joao Simoes e aggira l’accorrente Morten Hjulmand per trovare il compagno di centrocampo
Andre-Frank Zambo Anguissa, mentre si libera dei suddetti giocatori dello Sporting per lanciare un contropiede in tutta fretta.
Il passaggio di ritorno di Anguissa è azzeccato, perché permette a De Bruyne di avanzare nello spazio, spazio che il difensore dello Sporting Eduardo Quaresma riduce mentre avanza sul belga. Ma al tocco di quattro, De Bruyne coglie in contropiede Quaresma, che si ritrova in difficoltà mentre salta e passa, chiudendo la porta e portandosi al quarto posto.
Il tocco cinque e il tocco sei sono solo il preambolo lusinghiero al pezzo forte, ovvero il tocco sette, un passaggio filtrante penetrante che taglia in due il difensore Goncalo Inacio e l’attaccante Geny Catamo, come un coltello da pane caldo che attraversa una ciabatta appena sfornata.
È posizionato perfettamente, pesato perfettamente ed è perfettamente bello.
Il beneficiario è Rasmus Hojlund che, come previsto, realizza un tiro rasoterra che attraversa le gambe del portiere Rui Silva, realizzando un gol che rimarrà a lungo nella memoria.
Certo, quest’ ultima parte è stata ben fatta, e i libri dei record la dichiareranno come l’obiettivo di Hojlund. Ma è un po’ come se Leonardo Da Vinci dipingesse la Gioconda, poi lasciasse che il suo amico Dave le colorasse un occhio, ma poi Dave rivendicasse l’intera opera e si prendesse tutto il merito per il resto del tempo.
Questo era il gol di De Bruyne in tutto e per tutto, tranne che nel nome. Sette secondi, sette tocchi, 70 yard, cinque giocatori avversari superati. Uno slalom scolpito di grazia ed eleganza.
Tornare indietro nel tempo è un’espressione stereotipata, ma è quella che viene subito in mente quando si guarda De Bruyne farsi strada tra met dei giocatori di movimento dello Sporting a 34 anni.
È stato anche un promemoria tempestivo delle sue capacità ultraterrene, dopo un inizio di stagione altalenante a Napoli.
Infatti, due giorni prima, il grande del Manchester City era stato descritto come “un problema” per il loro allenatore Antonio Conte.
De Bruyne aveva reagito con rabbia alla sostituzione al 72° minuto della sconfitta per 2-1 in trasferta contro il Milan nel fine settimana, spingendo
Conte a dire : “Spero che De Bruyne fosse arrabbiato per la sostituzione a causa del risultato, perché altrimenti ha sbagliato giocatore”.
L’ex direttore generale del club, Pierpaolo Marino, ha poi gettato benzina sul fuoco, chiedendosi se Scott McTominay avrebbe dovuto essere spostato a sinistra del centrocampo per far posto all’arrivo estivo di De Bruyne. McTominay ha ha avuto un impatto minore in questa stagione (un gol in sette presenze)
rispetto a quando è stato fondamentale (in più di un senso) per la vittoria del titolo del Napoli nel 2024-25 nel suo anno d’esordio, con 12 gol in 34 partite di Serie A.
“De Bruyne è ancora lì o è un ricordo di quello che era una volta?” ha
chiesto Marino. “De Bruyne sta calpestando McTominay, che non segna più gol e non conclude più come l’anno scorso, e questo è ovvio. È un grosso problema.”
I numeri di McTominay potrebbero essere in calo, ma quelli di De Bruyne iniziano a dare il meglio di sé. Dopo aver servito in modo così impeccabile il gol iniziale di Hojlund, i due si sono nuovamente uniti nella ripresa, con il suo cross dalla sinistra respinto coraggiosamente dal danese davanti al portiere per quello che si è rivelato il gol decisivo nella vittoria per 2-1 del Napoli. Il belga ha così realizzato tre gol e due assist in sette presenze, sebbene due dei gol siano stati su rigore.
Dove si collocherebbe il suo magnifico gesto di ieri sera in relazione a un altro premio che non esiste, ovvero il miglior assist di sempre in Champions League?
Beh, il passaggio non fu all’altezza del passaggio curvo e struggente di Kakà per Hernan Crespo nella finale del 2005 tra Milan e Liverpool. Il ritmo non fu elettrizzante quanto la corsa distruttiva di Theo Walcott da un capo all’altro di Anfield per l’Arsenal contro gli stessi avversari tre anni dopo, che portò Emmanuel Adebayor al gol. E il movimento non poté mai essere iconico quanto il tocco di sottomissione, la pausa e la guida di Sergio Busquets per Lionel Messi, che si lanciò in uno dei migliori gol solitari mai visti nella semifinale del Clasico del 2011 al
Bernabeu.
Ma aveva un po’ di tutto questo. Era
De Bruyne al suo meglio.
Ce l’ha ancora”.







