De Bruyne, la Gazzetta si interroga: “Può essere ancora se stesso?”
La Gazzetta dello Sport apre un interrogativo sul rendimento di Kevin De Bruyne al secondo anno in maglia Napoli, dopo l’indolenza mostrata nell’amichevole contro il Celta Vigo. Un campione da cui, scrive il quotidiano, ci si aspetta un tentativo costante di miglioramento, non un passo indietro.
Il quotidiano riconosce le attenuanti: il centrocampista belga è rientrato da poco e deve ancora capire cosa Massimiliano Allegri gli chieda nel nuovo assetto, con l’ipotesi di un ruolo più arretrato al posto di Stanislav Lobotka. Ma la domanda, secondo la Gazzetta, resta legittima: De Bruyne è ancora un calciatore capace di incidere partita dopo partita o sta diventando un campione di scorta?
Poche giocate decisive, servono anche i gol
Per il quotidiano, una o due giocate di classe a partita non bastano più, né per il Napoli attuale né per un giocatore della sua esperienza. Allegri starebbe provando a liberarlo da compiti difensivi e a metterlo nelle condizioni migliori per rifinire, alternando esperimenti tattici alla ricerca di una collocazione stabile, ma secondo la Gazzetta al belga servirebbero anche più reti personali, non solo assist.
Il quotidiano si interroga sull’intero reparto offensivo del Napoli, chiedendosi chi possa garantire gol oltre a Rasmus Hojlund, e indica proprio in De Bruyne uno dei centrocampisti su cui la squadra dovrebbe poter contare anche sotto porta.
Da elogiato a corretto: il momento della verità
La Gazzetta richiama una frase attribuita all’allenatore argentino Vicente Cantatore, secondo cui prima si elogia e poi si corregge. Dopo un anno di elogi e di attesa a Napoli, per De Bruyne sarebbe arrivato il momento di correggersi per tornare a stupire, in un percorso di ambientamento che passa anche dal lavoro quotidiano ad Allegri a Castel di Sangro.






