De Bruyne: nuove frecciate a Conte e non solo
Kevin De Bruyne, centrocampista del Napoli, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport.
De Bruyne al Corriere dello Sport: “Il contatto con Vasquez? Credo che sia fifty fifty, dipende da che angolazione la guardi: dalla mia, venivo da un lato e lui è venuto verso di me.
Comunque la si voglia vedere, sono rimasto un po’ sorpreso ma fa parte del gioco. Le persone parlano tanto, a me non interessa.
Parlo bene il napoletano? Per niente! È dura anche parlare in italiano: ci provo con i ragazzi e faccio tanti errori. Però un po’ lo capisco. Nelle riunioni comprendo la maggior parte delle cose.
Sto studiando l’italiano? No. E difficile: ho una famiglia, tre figli e tante cose da fare. L’anno scorso, poi, sono stato fuori quattro mesi per recuperare e sono successe molte cose.
Ho mai pensato al ritiro dopo l’infortunio? No, in quel momento no. Ma a volte ci penso. Penso al mio futuro, ai miei figli che non sono più piccolissimi e a quale sia la decisione migliore da prendere per il futuro. Tutto normale in questa fase della mia carriera.
Mai pensato di lasciare Napoli in estate? Mai. Mai detto questo. Il fatto è che quando dico qualcosa sono molto diretto, ma a volte alla gente non piace e ci ricama sopra tante storie. Tutta l’estate a parlare di “Kevin qua, Kevin là”. Non sapevano dove fossi e dove fosse la mia famiglia. Tengo molto alla mia privacy.
Cosa non ha funzionato con Conte? Succede,non è un grande problema: non puoi legare con tutti nella tua carriera e va bene così. Non sono l’unico, a volte le persone hanno visioni diverse del calcio. Tutto normale.
Cosa porterebbe Gabriel Jesus al Napoli? Qualità. Qualità in attacco con la palla, nel gioco di sponda e nella manovra. Probabilmente è un profilo che non abbiamo, diverso rispetto a Rasmus o Lorenzo. Se arrivasse, potrebbe aiutarci. Anche con l’esperienza: sa come si vince. È importante, vedremo cosa accadrà.
L’ho sentito? No.
Differenze tra Allegri e Conte? Antonio è molto rigido, più focalizzato sul rapporto professionale.
Calcio, calcio, calcio. Pensa solo al calcio. Non cê connessione personale con i giocatori. Allegri invece è un po’ più sciolto, più informale, e da quanto ho potuto vedere cura di più il legame personale. Ogni allenatore è diverso dallaltro e io ho lavorato con tanti allenatori diversi.
Mi piace il nuovo progetto? Sono arrivato da venti giorni ed è cambiato tutto, non voglio fare un’analisi in così poco tempo. Però direi che abbiamo cominciato bene e mi sento bene anche io, tanto che ho iniziato a giocare subito.
Vergara possibile faro della Nazionale? Si, ma bisogna dargli tempo: quando sono arrivato pensavo che avesse 18 anni ma ne aveva 23. In Belgio e in Inghilterra sei già titolare a 17 o 18 anni, ma qui c’è un’altra filosofia: questa sarà la sua prima stagione intera con la squadra. Antonio deve solo crescere con continuità, tutti i giorni, e giocare, giocare, giocare. Sta facendo davvero bene, ci aiuterà tanto. Cosa vorrei nella stagione del centenario? Vincere. Vincere ogni partita. Ma non ha senso dire che proveremo a conquistare lo scudetto o cose del genere. Quando sei giovane dici che vuoi fare questo e quello, ma io sono troppo vecchio per queste cose. Pensiamo alla prossima e poi ci si rilassa.
Possiamo vincere lo scudetto? Credo di sì, ma se guardo la rosa e gli acquisti credo che l’Inter sia la prima favorita. Noi siamo lì con le solite sei o sette squadre, tutte vicine in ordine sparso. Credo che alcuni club investano un po’ più di noi, quindi sarà di nuovo una corsa difficile.
Mi piacere vivere a Napoli? A volte. Ma a volte mi manca la privacy. È così e devi conviverci. Ci sono cose bellissime, c’è vita e la gente è molto simpatica. Ma in certi casi è molto difficile uscire e io ho una famiglia e devo fare una serie di cose. Aspetti positivi e meno, come in ogni posto in cui vivi“.






