Scott McTominay si racconta ai microfoni del Corriere della Sera, tra il prossimo intervento chirurgico, il paragone tra Allegri e Conte e le ambizioni del Napoli per la nuova stagione.
Il paragone tra Allegri e Conte
Sull’operazione a cui si sottoporrà nei prossimi giorni, lo scozzese si è detto tranquillo, promettendo di tornare più forte di prima. Interessante anche il confronto tra i due allenatori avuti in azzurro.
“Conte era molto tattico, e ho passato due anni meravigliosi con lui. Allegri ha buone idee”, ha dichiarato McTominay al Corriere.
🏴🎙️ McTominay on Allegri compared him to Conte “They’re different coaches. Conte was very tactical, and I had two wonderful years with him. He’s an extraordinary serial winner. Allegri has good ideas too, we just need time to put them into practice and improve.” @Corriere pic.twitter.com/jjE6ITjfaH
— Napoli Zone (@TheNapoliZone) September 2, 2026
Niente pizza, sì al mare e un pensiero all’Inter
McTominay ha parlato anche di aspetti più personali: non ama la pizza, provata una sola volta da quando è a Napoli, mentre apprezza il mare, pur facendo attenzione al recupero fisico negli allenamenti quotidiani. Sul campionato, ha respinto l’idea che l’Inter sia più forte della sua squadra, sottolineando come l’obiettivo principale resti un buon percorso in Champions League grazie a un allenatore, a suo dire, più adattabile al calcio europeo. Ha inoltre parlato con entusiasmo del feeling con Kevin De Bruyne, sia in campo sia fuori. Come raccontato ieri da Napoli Network, lo scozzese sarà sottoposto a breve a un intervento di ablazione per una lieve aritmia benigna, con rientro previsto dopo la sosta per le nazionali.
Ecco le dichiarazioni integrali dello scozzese.
McTominay: “Preoccupato per l’operazione? No, è una cosa che devo affrontare. L’ho appena scoperto. Ma ci vedremo presto, prestissimo. Più forte di prima. Voglio sempre contribuire alla squadra, ma ci sono cose che non puoi prevedere o controllare .
I miei compagni di squadra saranno concentrati. L’Inter non è più forte di noi. Non mi siederò mai qui a dire che gli altri sono migliori di noi, che hanno giocatori migliori, perché non è così che vedo il calcio. Ammettere una cosa del genere sarebbe un segno di debolezza.
Allegri e Conte? Sono allenatori diversi. Conte era molto tattico, e ho passato due anni meravigliosi con lui. È un vincente seriale straordinario. Anche Allegri ha buone idee, ci serve solo tempo per metterle in pratica e migliorare.
Quando non mi alleno, sono a casa a fare recupero per assicurarmi il massimo benessere. È una cosa molto importante nel calcio.
Chi toglierei all’Inter? Quando non mi alleno, sono a casa a fare recupero per assicurarmi il massimo benessere. È una cosa molto importante nel calcio.
Che aspettative abbiamo quest’anno? Per ora vogliamo andare avanti in Champions, per noi è molto importante.
Se Mourinho mi chiamasse per andare Real Madrid ci penserei.
Non mangio la pizza, l’ho provata una volta sola da quando sono a Napoli. Mi piace invece il mare. Ma in questo periodo la temperatura è alta, se rimani troppo a lungo al sole puoi disidratarti e non fa bene al recupero quando ti alleni ogni singolo giorno.
Ogni partita di Champions è dura. Quest’anno abbiamo un allenatore più adattabile al calcio della Champions e questo dovrebbe aiutarci molto.
Io e De Bruyne insieme in campo? Certo. Kevin è straordinario e ci conosciamo molto bene. Abbiamo un ottimo rapporto anche fuori dal campo, questo aiuta. Ovviamente dipende dall’allenatore e dalla formazione che sceglie.
La rovesciata? La provo solo quando sento che il momento è quello giusto. Non la farei mai solo per esibirmi o per cercare di segnare un gol spettacolare.
Vorrei presto un figlio.
Il gol più bello? Quello dello scudetto, non lo dimenticherò mai per il resto della mia vita.
Sono un leader? Il mio stile non è quello di urlare molto. La mia idea per la squadra è avere standard elevati, alzare sempre il livello e assicurarsi che ogni dettaglio sia curato. Non mi piace quando durante gli allenamenti ci sono troppe risate e si scherza troppo. Quindi sì, mi sento un leader, ma ce ne sono altri nel gruppo”.






