McTominay è tornato ad allenarsi in campo, ma la sua disponibilità per Napoli-Frosinone resta un’incognita. Secondo il Mattino, per la certificazione di idoneità alla pratica sportiva bisognerà attendere il 6 ottobre.
Il protocollo degli anticoagulanti
Il vero nodo, riferisce il quotidiano, riguarda il protocollo deciso dai cardiologi inglesi che lo hanno operato: finché assume anticoagulanti, lo scozzese non può giocare né allenarsi in gruppo con contrasti, e i tempi tipici per questo genere di intervento sono di almeno 6-8 settimane. Difficilmente sarà quindi convocabile contro il Frosinone, ed è probabile che salti anche la Champions con il Villarreal e la trasferta di Venezia.
“Buone notizie per Allegri: McTominay è tornato ad allenarsi in campo”, ha scritto Di Marzio sul proprio profilo X.
.@sscnapoli Buone notizie per Allegri: McTominay è tornato ad allenarsi in campohttps://t.co/Wh5VbrFv7y
— Gianluca Di Marzio (@DiMarzio) September 30, 2026
Rinnovi in bilico: gelo su Anguissa
Sul fronte contrattuale, il Mattino segnala qualche passo avanti nei contatti tra Manna e lo staff di McTominay, anche se la richiesta della famiglia supera gli 8 milioni, cifra ritenuta inaccettabile da De Laurentiis. Ben più delicata la situazione di Anguissa: la trattativa per il rinnovo risulterebbe completamente ferma, con il centrocampista sempre più vicino a lasciare il Napoli a zero a giugno, scenario che potrebbe spingere Manna a valutarne la cessione già a gennaio. Chiusi invece i prolungamenti di Marianucci e Rrahmani, mentre restano da sciogliere i nodi Meret e Lobotka. Come raccontato da Napoli Network, il rientro dello scozzese a Castel Volturno era già stato accolto con ottimismo: resta però la cautela sui reali tempi di recupero.
Ecco l’articolo integrale de
Il Mattino: “Per la certificazione di idoneità alla pratica sportiva e di quella agonistica, bisognerà attendere il 6 ottobre. II vero dilemma che non consente di avere certezze sulla data del ritorno in campo di Scott McTominay è legato al protocollo che i cardiologi inglesi che lo hanno operato decideranno di adottare: finché usa anticoagulanti, lo scozzese non può giocare. Anche con l’idoneità. Non può neanche allenarsi con la squadra perché gli scontri, i contrasti, sono sconsigliati in una fase di cura con i farmaci. Di norma, per un intervento come il suo, di correzione per l’insorgenza di una aritmia benigna, i tempi sono di almeno 6-8 settimane prima della sospensione degli anticoagulanti. Dunque: non sarà convocabile per la gara con il Frosinone.
Ed è probabile che salti anche la Champions con il Villareal e pure la trasferta di Venezia.
Insomma, ora non bisogna avere fretta, anche se Il gigante scozzese è lì a Castel Volturno a lavorare in palestra e anche in campo, sia pure per conto suo. E prende parte anche alle riunione tecniche di Allegri, che ovviamente sa bene che McT è alla base del rilancio del suo Napoli.
Qualche piccolo passo avanti sul fronte del prolungamento c’è stato in questi giorni: almeno, Manna e lo staff di McTominay hanno scambiato messaggi per fissare nuovi appuntamenti. La richiesta di prolungamento fatta dai genitori di Scott supera gli 8 milioni e De Laurentiis la considera inaccettabile.
Ovviamente, con la scadenza a giugno del 2028, il rischio è perderlo già la prossima estate, proprio per evitare la beffa dell’arrivo a scadenza. E la grande paura è che già a gennaio, lo spettro di una offerta choc possa mettere il Napoli nella condizione di valutare il suo addio. Ipotesi, chiaro. Ma meglio stare sul chi va là. Per Allegri, il ritorno di Scott McTominay è come il talloncino di qualità nella tasca dei capi di sartoria: il riscatto azzurro passa per i piedi dello scozzese, cioè il meglio che Max possiede. Perché averlo in campo può dare al Napoli più rapidità, più imprevedibilità, miglior palleggio e maggior pressione. Tutto ciò che è mancato in questo settembre pieno di malinconia per i bei tempi che furono con
Conte in panchina.
Manna ha chiuso per il prolungamento del contratto di Marianucci. Con Rrhamani è già tutto fatto. Ma i nodi ci sono, eccome. Su tutti:
Anguissa. Tutto tace, il gelo è calato sulla trattativa. Non solo i guai fisici e umorali che si inseguono da Dimaro (salì sul palco della festa con le mani in tasca e con muso lungo, come se infastidito) ma anche lo stop alla trattativa per il prolungamento. Rottura? Nessuno usa questo termine, ma non ci sono in agenda appuntamenti. Né schiarite, né segnali.
Anguissa si libererebbe a zero a giugno, senza colpi di scena. Ed è ovvio che se quella di McTominay è solo una opzione, la cessione di Anguissa a gennaio potrebbe essere una delle missioni del ds Manna, per provare a fare cassa. Il no a Sarri e all’Atalanta ora ha un certo peso: in estate erano pronti una decina di milioni per lasciarlo andare via ma l’affare non venne concluso. Trascinarsi dietro la sua faccia arrabbiata non deve essere semplice: già l’anno scorso Conte intuì il fastidio per quel rinnovo automatico e lo mise praticamente fuori dai titolari. Ora per Max è una questione non facile da gestire, anche perché Allegri si ritrova questa patata bollente tra le mani ereditata dal passato. E occhio ad altri due nodi: il rinnovo di Meret e quello di Lobotka. Il Napoli ha un’opzione per il 2028 e non c’è acqua alla gola. Per Alex, invece, la fretta c’è. Ma il friulano ha già vinto uno scudetto con Spalletti giocando in scadenza. Quindi, nessun problema”.






