In Europa, il Napoli ci è andato più per fare un Erasmus che per giocare la Champions League. Dopo l’ennesima prestazione non da Napoli, stavolta a Lisbona contro un modesto Benfica, gli azzurri restano inchiodati a 7 punti, galleggiando nei bassifondi delle posizioni che valgono la qualificazione ai playoff degli ottavi.
Una campagna europea non all’altezza, che si avvia a diventare forse la peggiore di sempre: non solo per i risultati, ma per la sensazione di vuoto tecnico, mentale e – diciamolo – anche caratteriale che la squadra trasmette.
Soffro male, soffro poco, non mi diverto. Non c’è quella bella sofferenza…
Champions League 2025/26: la peggiore della storia del Napoli?
1,16. No, non è un voto in pagella, ma la media punti del Napoli in questa Champions League. Molto poco, se si pensa che il girone, nonostante la partenza dalla terza fascia, era tutt’altro che proibitivo. Alzi la mano chi, dopo i sorteggi, avrebbe mai immaginato un Napoli a 7 punti con due partite ancora da giocare.
Eppure, eccoci qua. Tolto questo disastro europeo, il Napoli aveva sempre mantenuto una media rispettabilissima di 1,78 punti nella fase a gironi di Champions. Addirittura 2,5 nella stagione 2022/23, quella dello Scudetto e dei quarti di finale storici.
Il minimo storico? La stagione 2017/18, con appena 6 punti in 6 partite. Ecco: questo Napoli sta riuscendo nell’impresa di non passare alla storia come in passato.
Le attenuanti (deboli) e il futuro che preoccupa
Gli infortuni ci sono, nessuno lo nega. Soprattutto contro il Benfica, dove Conte ha dovuto fare a meno di tutto il centrocampo dopo un trittico di fuoco con Atalanta, Roma e Juventus. Ma la verità è che non ci si ritrova a 7 punti per colpa del destino o del fisioterapista. Ci si ritrova lì per colpa di prestazioni infelici contro squadre ampiamente alla portata come Eintracht e PSV Eindhoven, dalle quali il Napoli ha raccolto un solo punto.
Troppo poco, per una squadra che non ha l’obbligo di vincere la Champions ma l’obbligo di restarci dentro il più a lungo possibile, perché quella è la principale fonte di sostentamento economico del club. E con una rosa vecchia, con pochi asset di mercato appetibili, e con un allenatore che pretende rinforzi veri, come si pensa di accontentare Conte senza gli introiti europei?
Il Napoli doveva andare in Champions per consolidare la sua dimensione europea. Ha finito per trasformarla in un Erasmus di gruppo. Esperienza formativa, forse. Redditizia, decisamente no.





