Un calendario in salita
Il percorso del Napoli in Champions League somiglia a una tappa di montagna: salita subito, discesa nel mezzo e ancora un’ascesa finale. L’esordio contro il Manchester City ha mostrato tutte le difficoltà di una sfida proibitiva, conclusa senza punti. L’ultimo ostacolo del girone sarà il Chelsea, a gennaio, altra gara che rischia di diventare decisiva. In mezzo ci sono però sei giornate da affrontare contro avversari insidiosi ma abbordabili, dove gli azzurri devono assolutamente raccogliere i punti necessari per la qualificazione.
La sfida di stasera contro lo Sporting Lisbona è quindi molto più di un semplice passaggio di calendario: rappresenta un bivio. Vincere significherebbe scrollarsi di dosso lo zero in classifica e soprattutto liberarsi delle scorie mentali lasciate dalla sconfitta contro il Milan. Per Antonio Conte e la sua squadra è un passaggio quasi obbligato: servono i tre punti per dare slancio a un cammino europeo che non può permettersi altri inciampi.
L’intesa che non decolla
Un altro tema centrale riguarda l’intesa tra Scott McTominay e Kevin De Bruyne. In estate erano stati presentati come la coppia capace di rivoluzionare il centrocampo del Napoli, unendo la forza fisica dello scozzese alla classe cristallina del belga. La realtà del campo, però, è stata meno scintillante. Le mappe di posizione confermano come i due tendano a occupare spazi simili, sovrapponendosi e togliendosi respiro.
McTominay, decisivo nello scudetto 2025 con i suoi inserimenti da seconda punta e i gol pesanti, in questa stagione ha segnato solo una volta. De Bruyne, pur più presente nella costruzione del gioco, ha trovato la rete soltanto su calcio di rigore. Conte lo ha sostituito spesso, generando qualche frizione nello spogliatoio. Se a destra l’equilibrio è garantito dalla catena Politano-Anguissa, a sinistra resta un ingorgo tattico che il tecnico dovrà risolvere.
Lo Sporting, avversario tosto
Lo Sporting non va sottovalutato. I portoghesi arrivano da un convincente 4-1 contro il Kairat Almaty e dal titolo nazionale conquistato davanti a Benfica e Porto. L’allenatore Rui Borges, successore di Amorim, ha mantenuto l’impostazione aggressiva e offensiva, valorizzando giovani talenti e rinforzi di qualità.
Il pericolo principale è rappresentato da Luis Suarez, centravanti colombiano omonimo dell’uruguaiano, che ha già segnato cinque gol nelle prime sette partite stagionali. Agile, potente, capace di sfruttare ogni minima disattenzione, sarà il principale osservato speciale della difesa azzurra, già provata dagli infortuni. A centrocampo spicca Hjulmand, ex Lecce e obiettivo della Juventus, regista che garantisce equilibrio e visione di gioco.
Questa sera al Maradona si affrontano i campioni d’Italia e i campioni del Portogallo. Per il Napoli è l’occasione per riaffermare il proprio peso in Europa e rilanciare il cammino europeo. Vincere non è soltanto importante: è quasi una necessità.
Fonte: Gazzetta






