Prima vittoria stagionale in Champions League per il Napoli di Conte, che era chiamato obbligatoriamente ai tre punti dopo la sconfitta di Manchester. Nonostante le assenze difensive ed una trasferta a Milano nelle gambe, il risultato è quello sperato: 2-1 in favore dei padroni di casa. Un match che è andato a fiammate da una parte e dall’altra, tra accelerazioni e ritmi blandi.
La nuova posizione di De Bruyne
Il belga parte mezzala a sinistra nel 4141 iniziale, nessuna novità apparentemente, ma durante il match non è casuale vederlo molto più coinvolto in zona palla e, finalmente, più pericoloso. Le zolle di campo da lui occupate sono cambiate. Se fino alla partita con lo Sporting Lisbona era impegnato a sinistra, tra la mezzala e l’esterno, con i portoghesi, Conte ha finalmente arretrato Anguissa per lasciare spazio sulla trequarti destra all’ex City.
De Bruyne vs Sporting Lisbona:
Immagine De Bruyne al Manchester City:
L’immagine di De Bruyne al City risale alla stagione 2022/23, ultima stagione in cui Kevin è stato impiegato da titolare in pianta stabile. Non è un caso se la prima vera prestazione degna del suo nome arriva ieri, in quella posizione. Il numero 11 non solo ha più campo davanti a sé, ma crea anche una diagonale. Lla critica che si può muovere all’assetto tattico è quella di aver sì spostato De Bruyne a destra in fase di possesso, ma di non aver fatto avanzare McTominay, che invece è rimasto piantato sulla mezzala.
L’arma in più del Napoli deve essere questa: la diagonale De Bruyne-McTominay, da destra a sinistra, con lo scozzese che entra. Probabilmente per ora incidono le sue condizioni fisiche, non ancora ottimali, ma questa soluzione offensiva potrebbe essere letale in un sistema come quello del Napoli.
Le differenze in impostazione del Napoli
Gutierrez:
Spinazzola:
In impostazione il Napoli ci va con i due centrali difensivi, ma già da queste due immagini si possono capire meglio i compiti e le differenze.
A destra Spinazzola, avendo Politano esterno largo, scende per venire incontro e ricevere. Beukema, infatti, gioca tantissimo la palla, (80/80 passaggi precisi), da lì si imposta sempre corto.
Dall’altro lato, sponda Juan Jesus, il discorso cambia. Per caratteristiche, Gutierrez è un incursore, ma soprattutto ha maggiore libertà di Spinazzola non avendo esterni alti, ma essendo lui l’esterno a tutta fascia (con McTominay che stringe). A quel punto una volta scaricato su Juan Jesus il pallone, lo spagnolo fa il movimento opposto a Spinazzola, attaccando senza palla la profondità, con il brasiliano che quindi va lungo (su Hojlund gran parte delle volte). Portiere a parte, Juan Jesus è il giocatore che tenta più lanci lunghi (10) della squadra. Una doppia soluzione che può funzionare, ma bisogna fare attenzione a non essere prevedibili, per caratteristiche sono due impostazioni abbastanza chiamate.
Il cambio modulo: il passaggio dal 4141 al 433
Lo ha ammesso anche Conte nel post gara, il passaggio dal 4141 al 433 sarà sempre più una costante di questo Napoli, lo avevamo anticipato nel post di Milan-Napoli, etichettando il match come una lezione fondamentale per il futuro prossimo, e la lezione evidentemente c’è stata.
Al 69’ dentro due esterni, out McTominay ma con De Bruyne che rimane in campo e Neres che va subito a destra al posto di un Politano esausto. Da lì il Napoli cambia, si allunga, ed è il motivo per cui, per ora, non può essere soluzione di partenza, ma da ultimo quarto di gara.
Giusto prendersi dei rischi, l’ampiezza cambia con Gutierrez, che finalmente ha la sovrapposizione a sinistra; e Neres, che non solo allunga la difesa avversaria, ma è anche molto attento in copertura.
Questa soluzione può fare in modo di creare anche maggiore profondità. Un dato su cui il Napoli e Conte devono riflettere: solamente un passaggio in profondità in tutto il match, quello che ha portato al gol del momentaneo vantaggio di Hojlund, su assist di De Bruyne.
Questa giocata con i quattro centrocampisti tende a essere rara, perché la squadra è più compatta ma meno capace nel creare le spaziature, ovvero la capacità liberare metri di campo con i movimenti senza palla. Con i due esterni il discorso cambia, avendo più ampiezza, e con Hojlund che ha caratteristiche da attaccante della profondità, diventa un aspetto da dover considerare.









