La Juventus vince 2-0 col Bologna e si porta a -3 dal duetto Milan e Napoli al secondo posto. I bianconeri, con Spalletti fresco confermato anche per l’anno prossimo grazie a un rinnovo fino al 2028, si iscrivono ufficialmente al partito delle pretendenti al titolo per il prossimo anno. Antonio Conte dovrà faticare parecchio in estate per smussare tutti i limiti mostrati quest’anno, perché c’è il rischio di un’altra stagione del genere nell’anno del centenario del club.
Occhio Napoli, l’anno prossimo c’è un nemico in più
La Juventus batte il Bologna, si porta a -3 dal secondo posto e, nel silenzio generale, rimette il naso dove conta davvero. Non è solo una questione di classifica: è una questione di percezione. Perché mentre a Napoli si continua a parlare di “ottima stagione”, a Torino hanno cambiato allenatore a fine ottobre e oggi sono lì, attaccati al treno delle prime, con un progetto già rilanciato e un orizzonte chiarissimo. Luciano Spalletti, fresco di rinnovo fino al 2028, ha rimesso in piedi una squadra (complice anche una tremenda caduta del Como, ndr) che fino a qualche settimana fa sembrava smarrita, quasi rassegnata a una mancata qualificazione in Champions. E invece no: quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque, una crescita costante e, soprattutto, la sensazione di essere tornati competitivi sul serio. Non a parole, ma nei fatti.
Ed è proprio qui che il discorso si sposta inevitabilmente su Napoli.
Perché il metro di giudizio, quello famoso dell’“ottima stagione”, va rivisto. E anche in fretta. In estate, Antonio Conte dovrà lavorare parecchio per smussare tutti i limiti mostrati quest’anno. Perché ci saranno sempre tre competizioni da affrontare, ma questa volta, almeno in quella nella quale ha l’etichetta di essere uno specialista, ci sarà un avversario in più. Quanto fatto vedere quest’anno, il prossimo – con ogni probabilità – non basterà. La Juventus, con tutti i suoi problemi, ha dimostrato che si può cambiare marcia anche in corsa. Che si può sbagliare, correggere e rilanciarsi. Che si può, soprattutto, crescere. Il Napoli, invece, rischia di rimanere fermo lì: dentro una stagione senza picchi, senza evoluzioni, senza quella sensazione di progresso che dovrebbe accompagnare una squadra ambiziosa. E soprattutto, senza alcuna crescita.
Non basterà più una “falsa” stagione positiva
E allora la domanda è inevitabile: cosa stiamo davvero valutando come “positivo”? Perché se basta non sprofondare per parlare di stagione riuscita, allora il livello si è abbassato. E di parecchio. Se invece il parametro torna a essere quello delle grandi squadre (continuità, crescita, capacità di incidere, ndr) allora il giudizio cambia. E diventa molto meno indulgente. Con la Juventus che risale, col Milan che avrà a disposizione i fondi della Champions e ovviamente l’Inter, il rischio per il Napoli è quello di restare fermo mentre gli altri si muovono. E nel calcio, si sa, chi resta fermo non resta davvero fermo: resta indietro.
Il prossimo anno sarà quello del centenario. E non basteranno le narrazioni per reggere il peso delle aspettative. Serviranno scelte, coraggio e, soprattutto, un salto di qualità vero. Perché il campo, alla fine, racconta sempre la verità. Anche quando si prova a edulcorarla.






