Un altro scandalo, l’ennesimo, sta per abbattersi sul calcio italiano.
Sistema che già è protagonista di un profondo rosso senza precedenti nella storia. Terzo mondiale di fila a casa e un torneo che non interessa più a nessuno oltre i confini. Bilanci truccati, plusvalenze, rosso pompeiano (cit) nei libri contabili e ora, ancor più grave, lo scandalo Rocchi. Che è tutto da verificare. Siamo garantisti.
Crisi del calcio italiano e sistema
In questa ormai barzelletta, c’è il Napoli, che è stato l’unico club a parte le solite tre strisciate a vincere 2 scudetti, interrompendo di fatto una egemonia durata 23 anni, dove tutti i campionati se li sono spartiti Milan, Inter e Juventus.
Il Napoli di Aurelio De Laurentiis è arrivato alle vittorie in modo diverso. Con competenza, impopolarità (sempre sia lodata), coraggio e rispetto delle regole. E ha vinto.
Ma non solo. Ha valorizzato, lanciato, ha aumentato appeal, ha fatto parlare di sé e per molto tempo è stata la squadra più europea tra le italiane. Come modello di gioco e sostenibilità. Ha fatto crescere calciatori universali, ha mantenuto sempre inalterata la competitività.
Quando non hai i soldi degli altri, servono le idee. Quelle non si possono mai cancellare. Piano piano le sue competitor hanno dovuto adattarsi a questa ventata di aria fresca e nuova. A questa diversità che spaventava.
C’era mezza Italia che riteneva il Napoli un bluff, mentre l’altra metà lo temeva. Adattandosi, hanno avuto poche idee, poco coraggio. E hanno alla fine usato il solito sistema tutto italiano.
Il modello Napoli e la differenza
Il Napoli ha costretto club che fatturano il quadruplo ad inventarsi la qualunque per batterlo. Addirittura, pare, manco quello è servito come nel caso dello scudetto dello scorso anno.
Oltre questo, ad un certo punto lo hanno “derubato”. Gli han soffiato calciatori, allenatori e dirigenti per copiare il progetto napoletano. Si sono mossi nell’ombra, sempre per quella spocchia di credere che tutto gli sia dovuto. Non è servito nemmeno quello. Sono molte più le figure di sterco che gli applausi.
Il Napoli resta l’isola felice del calcio italiano. L’unico club, tra i top, serio. Efficace, rispettoso. Per questo motivo siamo restii a scimmiottare gli altri quando sono stati sempre gli altri a scimmiottare noi. Costringendo taluni ad agire nel malaffare.
Questa è la più grande vittoria del Napoli. Se avessimo amor proprio, e non “difendo la città” a chiacchiere, lo ripeteremmo fino alla noia. Non anteporremmo nessuno alla società e porteremmo il Napoli appeso al collo, come un gioiello di famiglia. Ma la strada è ancora lunga per questo.
Siamo orgogliosi di questa società che ha preso le altre e le ha gettate nel fango! E i dirigenti delle altre non hanno potuto far altro che sguazzarci peggio di una pantegana.






