LA CAGLIOSA
Nella finale del Mondiale c’è tanta… Napoli
A prima vista potrebbe sembrare soltanto una finale tra Spagna e Argentina. Ma se guardiamo oltre il calcio, ci accorgiamo che questa sfida racconta anche una parte della storia di Napoli.
Da una parte c’è la Spagna, un popolo che ha segnato profondamente la nostra città. Per secoli Napoli è stata sotto la dominazione spagnola e ancora oggi passeggiando tra le sue strade possiamo ammirarne l’eredità. Molte delle opere più rappresentative della città furono volute da Carlo di Borbone, il sovrano che trasformò Napoli in una delle capitali più prestigiose d’Europa. Il Real Teatro di San Carlo, la Reggia di Capodimonte e tanti altri simboli della nostra storia portano ancora oggi la sua impronta.
Dall’altra parte c’è l’Argentina, una terra che per noi napoletani non è mai stata una semplice nazione. È la patria di D10S, Diego Armando Maradona, il calciatore che è diventato molto più di un campione: un figlio adottivo di Napoli, un simbolo di riscatto e di appartenenza.
Ma il legame tra Napoli e l’Argentina è ancora più profondo. Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento milioni di italiani attraversarono l’oceano in cerca di un futuro migliore, e tantissimi di loro partirono proprio dal porto di Napoli. L’Argentina li accolse, li fece sentire a casa e ancora oggi conserva tracce profonde di quella migrazione.
Non è un caso che gli argentini chiamino gli italiani “Tano”. Secondo una delle spiegazioni più diffuse, questo appellativo deriva da “napolitano”, il termine con cui venivano identificati molti emigranti provenienti dal Sud Italia, e in particolare da Napoli. Un soprannome che, ancora oggi, racconta un legame lungo più di un secolo.
Insomma, comunque vada questa finale, un pezzo di Napoli sarà in campo.
E tu, per chi tifi? Spagna o Argentina?
