Un pensiero che aleggia su Riad
L’idea serpeggia tra le dune e negli spazi dell’Al-Awwal Park: e se la semifinale di Supercoppa tra Napoli e Milan si decidesse ai rigori? Il regolamento parla chiaro, niente supplementari. Dopo novanta minuti si va dritti dal dischetto. In un clima carico di tensione, azzurri e rossoneri sanno già che potrebbe essere una lotteria, ma una lotteria preparata nei dettagli. Di Lorenzo sorride e parla di finale nei tempi regolamentari, ma intanto allenatori e staff hanno già studiato contromisure e protagonisti.
Milinkovic-Savic, l’arma segreta del Napoli
Il Napoli può contare su Vanja Milinkovic-Savic, portiere che sui rigori è una garanzia. In carriera ha parato 9 penalty su 45 in campionato, percentuale importante, impreziosita da nomi pesanti ipnotizzati negli anni. Non solo: Vanja sa anche calciare. Lo ha dimostrato in Coppa Italia, segnando dal dischetto nella serie vinta contro il Cagliari, e già in passato aveva fatto centro in situazioni analoghe. Un portiere che para e segna è un fattore psicologico enorme. A Riad avrà anche un tifoso speciale sugli spalti, il fratello Sergej, che potrebbe dargli una motivazione extra per non sbagliare.
Maignan e il fattore psicologico rossonero
Il Milan risponde con Magic Mike Maignan. I numeri parlano chiaro: 15 rigori parati su 67, con scalpi illustri anche recenti. Per Maignan il rigore è soprattutto un duello mentale, fatto di sguardi e nervi saldi. Il lavoro con il preparatore Claudio Filippi lo ha riportato ai livelli migliori, restituendo al Milan un portiere capace di spostare gli equilibri nei momenti decisivi. Se si arriverà ai rigori, Allegri sa di potersi affidare a una delle sue certezze più solide.
Chi può decidere dal dischetto
Conte e Allegri hanno già in mente la lista dei possibili rigoristi. Nel Napoli Hojlund, McTominay, Politano, Lang e Neres partono avanti, con alternative affidabili come Lobotka ed Elmas. Nel Milan i nomi caldi sono Pulisic, Modric, Nkunku e Rabiot, con Leao possibile jolly se recuperato. Percentuali, freddezza e personalità conteranno più di tutto. In una semifinale così, la Supercoppa rischia di passare dalle mani – e dai piedi – dei portieri.
Fonte: Gazzetta






