La lotta alla pirateria digitale continua ad essere una delle priorità assolute delle principali istituzioni sportive mondiali, e la UEFA conferma ancora una volta il proprio impegno nel proteggere i diritti audiovisivi delle sue competizioni. Un fenomeno in costante crescita, che colpisce con particolare insistenza le manifestazioni calcistiche più seguite al mondo, inclusi i cinque top campionati europei e tutte le competizioni internazionali. Proprio per questo, nelle ultime ore l’organizzazione europea ha ufficializzato due nuovi ingressi in collaborazioni strategiche a livello globale, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il proprio programma di protezione dei contenuti. A riportare la notizia è il quotidiano spagnolo Marca.
La UEFA, già recentemente entrata nell’orbita dell’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE), compie ora un ulteriore passo avanti aderendo alla Coalition Against Piracy (CAP), la divisione antipirateria dell’Asia Video Industry Association (AVIA). La decisione non è casuale: l’area Asia-Pacifico rappresenta uno dei mercati più colpiti dal fenomeno dello streaming illegale, con percentuali elevate di accessi non autorizzati a eventi sportivi internazionali.
L’UEFA rafforza la lotta globale alla pirateria digitale con due nuove alleanze strategiche
Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale, l’ingresso nella CAP rappresenta un tassello fondamentale nella strategia della UEFA: «Diventando membro della Coalizione – si legge nella nota – la UEFA ha compiuto un passo importante nel suo impegno a proteggere i propri contenuti e i suoi partner di trasmissione nella regione Asia-Pacifico e oltre. Questa alleanza regionale tra i principali detentori di diritti sportivi e media combatte la pirateria attraverso l’applicazione della legge, iniziative di blocco dei siti web e una collaborazione strategica con governi e intermediari». L’adesione permette inoltre alla UEFA di accedere a ricerche avanzate e dati di intelligence, strumenti ormai indispensabili nella guerra alla pirateria online.
Prima dell’annuncio ufficiale, era stata avviata una fase di prova particolarmente significativa: CAP e UEFA hanno infatti collaborato con successo al blocco dei siti illegali in occasione della finale di Champions League sia in Malesia sia in Indonesia. Un’azione definita “efficace e replicabile”, che ha continuato a funzionare anche nel corso dell’attuale stagione.
Parallelamente, la UEFA ha comunicato anche l’ingresso nella CUII (Clearing House for Copyright Infringement on the Internet), organizzazione indipendente con sede in Germania specializzata nel coordinamento delle richieste di blocco dei siti web che violano il copyright. La CUII include tra i suoi membri titolari di diritti sportivi, broadcaster televisivi, case di produzione cinematografica, etichette discografiche, produttori di videogiochi e i principali fornitori di servizi Internet tedeschi.
L’obiettivo è chiaro: garantire un intervento rapido, legale e condiviso contro tutti i portali che ritrasmettono illegalmente contenuti audiovisivi. In Germania, Paese in cui la pirateria sportiva continua a rappresentare un danno economico significativo, l’ingresso della UEFA amplia le possibilità di un’azione immediata e coordinata.
Queste alleanze confermano una strategia più ampia e strutturata: la UEFA punta infatti a consolidare un programma antipirateria leader nel settore, capace di tutelare i propri interessi commerciali, quelli della piattaforma UC3 e dei partner televisivi che investono cifre sempre più elevate per garantire trasmissioni di qualità. Una battaglia complessa, ma fondamentale per il futuro sostenibile del calcio professionistico.
