Il Napoli e la cessione: ecco le parole di De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Kiss Kiss.
De Laurentiis a Kiss Kiss: “Il Napoli non è in vendita. Anni fa un gruppo arabo mi offrì circa 3 miliardi, ma rifiutai. Il calcio è vecchio, andrebbe rivisitato.
Un anno fa Rizzetta volle incontrarmi, io accettai. Rizzetta mi introdusse ad un paio di fondi che rappresentava. Questi fondi volevano acquistare il Napoli e la trattativa è andata avanti fino a marzo. Prima di dare un valore effettivo bisognava fare là due diligence, io ho messo a disposizione l’amministrazione del mio gruppo, ma questa due diligence non è mai iniziata effettivamente. Uno deve sempre guardare all’interno di una società prima di acquistare o meno. Alla fine questa cifra di 2.2 miliardi volevano pagarla una parte ed un’altra dilazionata in tre anni.
Prima dicevano che avrei avuto un ruolo nella società, poi il mio ruolo si sarebbe limitato a quello di presidente onorario. Al che ho detto “che garanzie mi date che questo lavoro che ho fatto non vada depauperato?”. Io ho una responsabilità verso 83 milioni tra tifosi e simpatizzanti del Napoli nel mondo. Noi abbiamo sviluppato il brand da soli, abbiamo fatto accordi con Armani, abbiamo fatto passi in avanti che altri club non fanno. Se dovessi cedere senza rimanere con un ruolo operativo che garanzie avrei? I soldi sono importanti, ma non sono tutti. Se tu dichiari di avere fondi alle spalle e di non pagare subito ti presenti male.
Rizzetta allo stadio per Napoli-Bodo? Per quale motivo dovrei negargli l’accesso allo stadio. Abbiamo preso un caffè al Britannique? Lui mi ha invitato a vedere una partita di basket e sicuramente andrò. Lui ci ha riprovato per provare a prendere il Napoli, ma ho detto di no.
Voglio fare lo stadio, è un mio grande impegno. Devo stare col cappello di costruttore in testa e stare lì tutti i giorni. Il Maradona, una volta che esisterà un nuovo stadio, dovrebbe essere abbattuto per la costruzione di un nuovo parco, un polmone verde. Al momento non apro alla cessione, ma se dovessi vendere lo farei ad un napoletano e non ad un americano.
Il calcio deve cambiare, finanche in Inghilterra c’è un profondo rosso, il calcio va rivisto, gli americani che sono in America hanno ragione.
Rizzetta, per quel poco che ho conosciuto, è un uomo d’azione. Difficilmente potrebbe avere qualcuno come me che condivide le decisione che vanno prese talvolta univocamente.
Alla guida del Napoli c’è un uomo di grande esperienza, dobbiamo avere pazienza. Quando si perde non si butta il bambino con tutta l’acqua sporca. Bisogna aspettare, riconoscere gli errori e modificare ciò che è modificabile, tutti insieme.





