La sosta arriva al momento giusto, ma il Napoli di Allegri deve sterzare
Il Napoli arriva alla sosta al nono posto in classifica, a cinque punti dal quarto posto e a quattro dal quinto. Dopo appena cinque giornate, naturalmente, la graduatoria non può ancora essere considerata un verdetto definitivo, ma il rendimento degli azzurri non può certamente lasciare soddisfatti. Allo stesso tempo, però, ci sono alcuni elementi positivi che meritano di essere considerati e che possono lasciare aperta la porta a una risalita.
Napoli, le premesse sono diverse rispetto al passato
Il contesto nel quale si muove il Napoli è cambiato rispetto al recente passato. Il mercato estivo, soprattutto se confrontato con quello delle principali rivali, ha evidenziato un ridimensionamento del club azzurro rispetto agli anni precedenti. L’Inter partiva già da una posizione di vantaggio e si è ulteriormente rinforzata, mentre Como, Juventus e Roma hanno confermato i rispettivi allenatori e operato sul mercato per aumentare la qualità delle proprie rose. Milan e Atalanta, così come il Napoli, hanno invece cambiato guida tecnica, ma anche i due club lombardi hanno effettuato investimenti importanti.
Il margine che il Napoli aveva costruito negli anni attraverso una gestione particolarmente attenta è dunque diminuito. Un dato aiuta a fotografare meglio la situazione: dalla stagione 2011/12 alla 2025/26, il Napoli aveva sempre iniziato il campionato con una rosa che, secondo le valutazioni di Transfermarkt, figurava tra le prime quattro della Serie A per valore complessivo. Quest’anno, invece, il club azzurro occupa il settimo posto in questa particolare graduatoria. Il dato non significa naturalmente che il Napoli sia la settima forza del campionato, anche perché il club dispone del terzo monte ingaggi della Serie A. Resta però un indicatore significativo del ridimensionamento del valore della rosa rispetto alle precedenti stagioni.
L’obiettivo, nonostante le difficoltà, resta quello di conquistare nuovamente la qualificazione alla Champions League. Si tratta di una missione tutt’altro che semplice, ma ancora assolutamente possibile. Le prime cinque giornate hanno fornito indicazioni utili, pur senza poter rappresentare una fotografia definitiva della stagione.
Il Napoli di Allegri ha trovato almeno un gol in tutte le gare di campionato disputate finora, un dato tutt’altro che trascurabile. Allo stesso tempo, però, contro avversari maggiormente strutturati come Como, Inter e Fiorentina sono arrivate sei reti al passivo. Un numero importante, soprattutto considerando una produzione offensiva che finora è stata sufficiente, ma certamente non straordinaria.
Le difficoltà per il Napoli non mancheranno
La principale preoccupazione riguarda però il centrocampo. La mediana azzurra conta appena sei elementi, considerando anche Vergara utilizzato in un ruolo non propriamente suo, e tre di questi hanno più di trent’anni. De Bruyne e, soprattutto, Anguissa hanno inoltre una storia recente caratterizzata da problemi fisici. Il camerunense ha già dovuto fermarsi contro Arsenal e Bologna e, a Firenze, è stato costretto a lasciare il campo dopo appena cinque minuti. L’entità dell’ultimo problema dovrà essere valutata, ma il tema resta evidente.
La società era consapevole delle condizioni fisiche di McTominay, dell’età di De Bruyne e della fragilità muscolare di Anguissa e ha comunque scelto di non inserire un nuovo centrocampista in rosa. Si tratta di un rischio importante, che potrebbe presentare il conto nel corso della stagione. Ed è probabilmente questo l’aspetto più delicato dell’attuale situazione del Napoli, ancora prima delle questioni legate al gioco.
Margini di miglioramento sul piano tattico e della qualità della manovra esistono senza dubbio e Allegri dovrà lavorare anche in questa direzione. Hojlund, ad esempio, continua a essere coinvolto troppo poco nella costruzione offensiva. Ma non può essere trascurato il tema della profondità della rosa. Rispetto alla scorsa stagione, infatti, la squadra non è esattamente la stessa, nonostante la struttura sia rimasta molto simile. Conte aveva a disposizione anche Gutiérrez sulla corsia sinistra e un centrocampista in più come Elmas. A livello numerico, dunque, il Napoli attuale è più corto.
Allegri dovrà quindi cercare anche di gestire nel modo migliore possibile l’emergenza infortuni, evitando di ripetere l’enorme numero di problemi fisici registrato nella passata stagione. In caso contrario, le difficoltà potrebbero diventare ancora maggiori. A gennaio, poi, la società sarà chiamata a valutare interventi mirati per aumentare le alternative a disposizione dell’allenatore. Fino ad allora, però, non resta che concentrarsi sul campo.
Il calendario, dopo la lunga sosta, offre al Napoli un’occasione importante. Nelle prossime quattro giornate arriveranno le sfide contro tre delle squadre neopromosse, oltre a quella contro la Roma di Gasperini. Un calendario che obbliga gli azzurri a cambiare marcia. Nove punti nelle prossime quattro partite rappresenterebbero un passaggio importante per riavvicinarsi alle posizioni di vertice; un rendimento diverso rischierebbe invece di aumentare ulteriormente le difficoltà. I rientri degli infortunati, con quello di McTominay particolarmente atteso, potranno restituire maggiore equilibrio alla squadra.
C’è poi la Champions League, altro fronte sul quale il Napoli è chiamato a dare risposte. La sconfitta per 1-0 contro l’Arsenal, campione d’Inghilterra in carica, può essere considerata un risultato coerente con il divario attuale tra le due squadre, anche se la prestazione degli azzurri avrebbe potuto essere più coraggiosa. Le valutazioni sul percorso europeo, tuttavia, dovranno necessariamente essere rimandate alle prossime partite. Villareal, Bodo/Glimt e Porto rappresenteranno tre occasioni molto più indicative per comprendere quale possa essere il reale cammino del Napoli nella competizione.
La stagione si preannuncia complessa e non mancheranno i momenti di difficoltà. Allo stesso tempo, esistono elementi sufficienti per pensare che la situazione possa cambiare dopo la sosta. Sarà ancora una volta il campo, unico giudice possibile, a stabilire la reale dimensione di questo Napoli.
Allegri ha commesso degli errori in questo avvio, ma avrà a disposizione esperienza e tempo per provare a correggere la rotta e riportare la squadra nelle zone alte della classifica. La società, dal canto suo, dovrà necessariamente valutare come intervenire a gennaio per colmare le lacune emerse in estate. Perché se il Napoli vuole trasformare una stagione complicata in una stagione ancora competitiva, il lavoro dell’allenatore dovrà essere accompagnato da un adeguato sostegno sul mercato.






