Napoli-Lazio: ampiezza, mezzi spazi e cambi lato, le chiavi della sfida del Maradona
Questa sera, alle ore 18 allo stadio Maradona, il Napoli scenderà in campo contro la Lazio con l’obiettivo di tornare alla vittoria dopo il pareggio di Parma e avvicinarsi in maniera quasi definitiva alla qualificazione matematica in Champions League. Di fronte ci sarà una Lazio che, priva di obiettivi concreti in campionato, potrebbe avere già lo sguardo rivolto alla semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, in programma mercoledì a Bergamo. Dal punto di vista tattico, il Napoli tornerà ad affrontare una squadra che difende a quattro dopo ben otto giornate: l’ultima volta era accaduto contro il Como in Coppa Italia, lo scorso febbraio. Il confronto odierno vedrà opposti il 3-4-2-1 degli azzurri e il 4-3-3 dei biancocelesti. Proprio in questo contesto c’è curiosità nel valutare le scelte di Conte e il comportamento della squadra contro una linea difensiva a quattro, situazione meno frequente nelle ultime settimane. Guardando alla gara d’andata, il Napoli offrì una prestazione di altissimo livello. Le chiavi di quella partita furono il lavoro dei due trequartisti, Elmas e Neres, e l’ampiezza garantita dagli esterni di centrocampo, Spinazzola e Politano. Anche questa sera, il piano gara dovrà svilupparsi su principi simili, con però interpreti in grado di generare ancora più squilibri: la presenza di giocatori come McTominay e De Bruyne tra le linee potrebbe infatti aumentare l’incertezza nelle scelte difensive della Lazio.
In fase di non possesso, la Lazio si disporrà con un 4-5-1 o 4-1-4-1, adottando un sistema di riferimento orientato sul pallone più che sull’uomo. Contro una costruzione 3+2 del Napoli, i biancocelesti andranno a schermare i tre centrali con il tridente offensivo e i due mediani con le mezzali, lasciando il play leggermente più arretrato. In questo contesto, Cataldi — già regista all’andata e candidato a esserlo anche oggi — sarà chiamato a un compito particolarmente complesso: dovrà muoversi tra i due trequartisti azzurri, cercando di schermarne uno in base alla posizione del pallone, mentre l’altro potrà beneficiare di maggiore libertà. Non solo il play, ma anche i terzini saranno messi sotto pressione dalle scelte posizionali del Napo. Per questo motivo, si dovrà insistere con i due trequartisti molto interni, pronti a ricevere tra le linee e, soprattutto, a portare dentro i terzini avversari, liberando così spazio sugli esterni. Proprio da una situazione di questo tipo nacque il gol di Spinazzola all’andata. In tal senso, la scelta di schierare McTominay come trequartista sinistro appare particolarmente funzionale se abbinata alla presenza di Spinazzola largo: entrambi potranno essere protagonisti anche in fase di finalizzazione, con inserimenti pronti a chiudere l’azione sui cross provenienti da destra. Va ricordato come anche Elmas, nella stessa posizione, fu decisivo nella gara d’andata. Stesso discorso sul lato destro: oltre alla presenza di Politano, saranno importanti anche gli inserimenti di Anguissa, che potrà attaccare l’area con continuità per sfruttare eventuali palloni provenienti da sinistra.
La linea difensiva della Lazio tende a muoversi in funzione del pallone: quando l’azione si sviluppa su un lato, tutta la squadra scivola e si compatta in quella zona di campo, lasciando inevitabilmente più spazio sull’esterno opposto. Questo sarà un aspetto fondamentale da sfruttare, attraverso cambi di gioco rapidi e cross. In quest’ottica, Spinazzola e Politano dovranno garantire ampiezza costante, restando larghi per tutta la durata delle azioni d’attacco. In un contesto in cui i cambi di lato saranno determinanti, va sottolineato come la coppia Lobotka-Anguissa non garantisca sempre con continuità questo tipo di giocata. Per questo motivo, in alcune situazioni potranno essere gli stessi trequartisti ad abbassarsi in fase di costruzione per effettuare sventagliate verso il lato debole, pur mantenendo come priorità la loro presenza nei mezzi spazi offensivi. Allo stesso tempo, i due trequartisti dovranno essere bravi ad attaccare lo spazio alle spalle del terzino quando uscirà in pressione sull’esterno. Questo movimento potrà provocare la scalata di un centrale difensivo biancoceleste, aprendo ulteriori varchi nella linea laziale. Un altro aspetto da considerare è il comportamento della linea difensiva della Lazio: tende ad alzarsi quando il pallone torna indietro, ma è subito pronta ad abbassarsi e correre all’indietro nel momento in cui la manovra viene verticalizzata. In questo contesto, Hojlund sarà chiamato a muoversi con intelligenza: dovrà staccarsi leggermente dalla marcatura dei centrali — meno aggressiva rispetto ad altre squadre — per ricevere palla e facilitare lo sviluppo del gioco, magari aprendo proprio sugli esterni.
In fase di non possesso, contro una Lazio che costruisce generalmente con un 4+1, il Napoli potrebbe riproporre una marcatura simile a quella vista all’andata, con il trequartista sinistro sul play avversario, con Hojlund e De Bruyne sui centrali difensivi, Spinazzola e Politano sui terzini, Lobotka e Anguissa sulle mezzali. In difesa, Beukema dovrebbe seguire Zaccagni, Buongiorno occuparsi di Dia e Olivera controllare Isaksen. Particolare attenzione dovrà essere rivolta proprio agli esterni offensivi della Lazio, Zaccagni e Isaksen, che tendono spesso ad accentrarsi per rientrare sul piede forte, liberando spazio per le sovrapposizioni dei terzini, Tavares a sinistra e Lazzari a destra. Dia, invece, rappresenterà un riferimento più mobile: potrà sia venire incontro per legare il gioco sia attaccare la profondità.





