I problemi del Napoli hanno radici profonde: la disfatta di Torino è stata la naturale conseguenza.
Gli arbitri non sono determinanti, ma ora stanno esagerando
Legittima la rabbia per un rigore (netto) negato sul punteggio di 1-0 per la Juventus, ma sarebbe anche sbagliato dire che il Napoli ha perso per colpa dell’arbitro Mariani. Il rigore andava anzitutto segnato (ed il Napoli l’unico rigore senza De Bruyne in rosa lo ha fallito), ma comunque non avrebbe assicurato affatto il risultato. Questo non significa che il Napoli vada penalizzato, perché è la seconda partita nelle ultime 5 dove il Napoli subisce un torto arbitrale (dopo il Verona) e questo non va bene. La casta arbitrale protesse Marchetti dopo il discutibile rigore concesso al Verona, vedremo domani che valutazione daranno da Lissone. Ma è lapalissiano che il Napoli sia stato danneggiato. Così come è surreale che il Napoli non abbia un rigore a favore da Napoli-Inter dell’ottobre 2025. Non si vuole fare i malpensanti, ma quelle dichiarazioni minacciose post gara di Marotta, unite agli episodi di campo, fanno venire qualche sospetto.
Il Napoli è a -9 dall’Inter per suoi errori
Aperta questa parentesi va detto con grande chiarezza che il Napoli avrebbe presumibilmente perso anche se avesse segnato quel rigore, ed il motivo è semplice: la squadra di Conte è a pezzi. Il Napoli si presenta a Torino con dieci assenti, di cui ben 8 infortunati. Competere così, con una squadra come la Juventus diventa davvero un Everest da scalare. Questi infortuni, in larga parte almeno, non sono figli del caso, ma sono causa di una gestione errata della rosa da parte di Conte agli albori della stagione. Un esempio può fare chiarezza.
A Firenze il Napoli va in campo con i seguenti giocatori di movimento: Di Lorenzo, Beukema, Buongiorno, Spinazzola, Lobotka, Politano, De Bruyne, Anguissa, McTominay, Hojlund. Dopo 5 giorni a Manchester Conte ripropone gli stessi 10 giocatori. Contro il Pisa in casa (dove Conte aveva tutta La Rosa a disposizione ad eccezione di Romelu Lukaku), dopo altri 4 giorni appena due cambi (Anguissa e Lobotka a riposo in favore di Gilmour ed Elmas). Risultato? Buongiorno si fa male in partita, Spinazzola qualche giorno dopo. Il Napoli perde due elementi a causa di una mancata precauzione a livello fisico (Buongiorno e Spinazzola sono due atleti che hanno avuto più di qualche problema fisico in carriera e vanno gestiti) ed è costretto a presentarsi a Milano contro il Milan con un’improbabile coppia difensiva formata da Jesus e Marianucci. Il Napoli perderà la gara del Meazza e da quel giorno sono poi iniziate le difficoltà per Conte. Non è finita qui però: basti pensare che David Neres, l’esterno più forte della rosa a mani basse, é stato titolare solo in 4 occasioni nelle prime 15 gare (ed é stato sempre a disposizione tranne che per Napoli-Cagliari). La gestione di Anguissa e De Bruyne pure è stata davvero discutibile: il Camerunense ha giocato da titolare 14 delle prime 15 gare stagionali, De Bruyne 10 delle prime 11. Entrambi sono stati poi fermati da lesioni di alto grado. A proposito, quale è la probabilità che ci fossero ben 3 lesioni di alto grado in una singola squadra? Infinitesimali. Sarà sfortuna? In parte, si. Ma quando si ha il record di infortuni muscolari non può essere un caso.
Conte ha avuto il merito di riprendere il Napoli dopo Bologna, con la squadra che ha fatto quasi sempre risultato in tutti i big match affrontati, ha perso solo 3 partite da allora ed ha vinto un titolo. Questo è un dato di fatto ed è un grande merito dell’allenatore. Ma questa situazione non è figlia del caso, ma di una gestione estremamente discutibile proprio da parte di Conte e del suo staff. Parlare solo di sfortuna é sbagliato.
Il Napoli adesso è atteso da altre sue sfide fisicamente dure con Chelsea e Fiorentina, poi avrà tregua con una settimana tipo che arriva a pennello. Con i Blues le rotazioni potranno essere fatte solo in difesa, ma andranno fatte. Altrimenti si ricadrà negli stessi errori che stanno portando il Napoli in una stagione del genere. Che sin qui è anche buona a livello di risultati, ma è anche catastrofica a livello di infortuni. Senza precedenti nella storia azzurra.






