Tra gli effetti collaterali dell’arrivo di Milinkovic-Savic, nuovo portiere azzurro, arrivato dal Torino coi gradi di futuro numero 1 azzurro – e a ben vedere il lungo contratto, a fronte del breve rinnovo con Meret, lascia intendere proprio questo – va segnalato un particolare sbigottimento.
Alex Meret il capro espiatorio degli ultimi 8 anni

Una parte del tifo azzurro, particolarmente possidente in tema di tempo libero da spendere sui social, sta per trovarsi spiazzata; il loro Meret, il signor Malaussene napoletano, colui che in otto anni a Napoli s’è beccato la maggior parte degli improperi nonostante due scudetti e una coppa Italia da assoluto protagonista, potrebbe perdere centralità. E dunque non essere più il destinatario di quell’odio social, che è un rancore sommato a supponenza, per molti terapia espiativa da somministrare ad ogni piè sospinto.
Meret potrebbe calcare il campo molto meno frequentemente. E dunque urge trovare un nuovo capro espiatorio.
Le candidature che si stanno affermando nel sottobosco mediatico, quello che dà dell’ectoplasma a chiunque rifugga l’immaginario collettivo, sono più d’una.
Una parte di tifo già da tempo ha preso di mira Lukaku; e nonostante un contributo decisivo e fondamentale allo scudetto, sembra riscuotere successo l’idea di dipingerlo come il male assoluto.
Non contano i fatti, si sa; questa piazza ha stroncato Hamsik, reo di scomparire nelle partite importanti, per esaltare Yebda o Demme. E dunque non possiamo escludere che gli oltre 400 gol tra i professionisti di Romelu possano essere stornati dalla valutazione generale, così come le sue indiscusse capacità di leadership.
Il pedigree sembra quello giusto; ma forse a salvare Romelu sarà la benedizione di Mister Conte, che per quella parte di tifo lì assurge – menomale – ancora i panni del santone intoccabile.
E dunque se l’aura di Conte rischia di emendare i peccati di Lukaku, occorrerà cercare altrove.
Lucca? Politano? Olivera? Spinazzola? Chi raccoglierà l’eredità di Alex?

Il cartellino pagato per Lucca potrebbe essere un buon viatico; ma il centravanti di Moncalieri appare – forse fin troppo – scaltro dal rifuggire un approccio light con ambiente e stampa. E dunque non indulgente nei confronti dei critici.
A pelle non sarà nessuno dei due a raccogliere l’eredità di Meret, se non, invertendo l’ordine degli estremismi, per l’altra fetta di tifo che mal vede Conte e le sue scelte.
C’è uno zoccolo duro storicamente avverso a Matteo Politano. Reo di non determinare, a detta loro; per lui potrebbe valere la formula Lukaku. Pretoriano del tecnico, verrà usato per blandire il mister più che da punch ball domenicale.
Se posso puntare qualche fiches, lo farei sul duo di laterali difensivi sinistri: Olivera e Spinazzola possono diventare le nuove vittime annunciate del linciaccio mediatico.
Olivera fa della solidità la propria principale qualità; applicato, lineare, rigoroso nell’abnegazione e dunque meno estroso, più sostanziale e meno cerebrale.
La sua candidatura appare forte, non c’è che dire; condita anche dal controcampo mediatico che lo guarda con quella sufficienza di chi dà per scontato la sua disciplina.
Spinazzola sconta la sua fragilità; che è un fatto. Ma che fa parte del pacchetto di un giocatore che l’anno scorso, chiamato nel momento del bisogno, ha mostrato di essere ancora un calciatore di livello in Serie A.
I due terzini sinistri, già si mormora, potrebbero essere migliorati. E allora, in una campagna acquisti che ha messo tanti nuovi uomini in rosa in ogni reparto, l’unica coppia che non verrà toccata, potrebbe diventare, nella narrazione dominante, il perfetto indiziato a ricevere valanga di critiche pretestuose.
Siamo pronti, le scommesse possono cominciare. Speriamo soltanto che chiunque sia il nuovo indiziato al linciaggio abbia la stessa tempra del suo predecessore.






