Genoa-Napoli 0-2: si vede già la mano di Allegri
Il Napoli targato Max Allegri vince la prima gara di campionato contro il Genoa di Daniele De Rossi.
Buona la prima, direbbero i saggi. Ed avrebbero ragione.
Perché il Napoli ha voluto subire le folate genoane nel primo tempo per poi stanarli nella ripresa. Tutto come voleva il tecnico toscano.
L’ha vinta coi cambi Allegri. A dimostrazione della forza della rosa.
Più o meno al 65esimo minuto (novità, finalmente), escono i tre attaccanti partiti titolari (Hojlund, Alisson e Politano) ed entrano Lucca, Lang e Vergara, oltre De Bruyne. Il Napoli cambia marcia e vince la partita in modo pressoché meritato.
I cambi, appunto. Troppa differenza tra i subentrati azzurri e il 95 per cento delle altre squadre di serie A.
Allegri lo ha capito. Lo sa. Il Napoli è quella squadra che in Italia può permettersi di far partire Kevin De Bruyne dalla panchina.
In città sembra sempre che manchi il centesimo per fare l’euro, come amano dire. Come sempre, sbagliano.
Se la società avesse ascoltato la piazza da 22 anni, oggi sarebbe con ogni probabilità a giocare sui campi delle periferie siciliane e lucane.
Allegri: De Laurentiis è più esperto di tutti
Sono in moltissimi che credono di poter fare meglio di Aurelio De Laurentiis. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
Non sappiamo questa squadra se potrà festeggiare il quinto scudetto a maggio o staccare il pass per la Champions.
La realtà è che è una squadra forte che nei prossimi anni dovrà necessariamente abbassare la media età.
Poteva farlo col budget enorme che ha avuto a disposizione la precedente gestione ma è stata scelta un’altra strategia. Vedremo.
La cosa sicura però è che ci sarà bisogno del miglior Hojlund. Di un attaccante vero, che senta porta, che spinga al massimo il senso del gol e che le prestazioni come quelle di ieri sera diventino solo un lontano ricordo.
Il mercato è ancora aperto ed è forse proprio lì che bisognerebbe intervenire. Dare ad Allegri la possibilità di passare da quasi 60 gol fatti ad almeno 75.
I sogni di gloria passano da lì. A meno che il livornese non riesca a fare col danese un lavoro immenso, facendolo entrare nella schiera degli attaccanti europei decisivi.
La cosa certa è che in primis lo meriterebbe la società, visto l’investimento e soprattutto il tempo e il modo in cui è arrivato.
Ma Allegri sa come fare se ha bisogno di qualcosa. Non certo spiattellandolo ai 4 venti. Del resto è un aziendalista. Che è peculiarità importante. Anche se da queste parti, purtroppo, viene visto come un difetto. E ci siamo tenuti bassi.
Testa al Como. Gara complicata ed esordio stagionale al Maradona.





