Dopo Genoa-Napoli 0-2, qualcuno ha raccontato una partita nella quale i rossoblù avrebbero messo alle corde gli azzurri per larghi tratti, quasi fino a far pensare a un dominio territoriale e tecnico della squadra di De Rossi. Ma quando si va a guardare cosa è realmente successo sul campo attraverso i numeri e le statistiche, il racconto comincia a scricchiolare.
Il Genoa ha avuto un ottimo approccio nei primi 20-30 minuti: questo è fuori discussione. Tuttavia, trasformare questo in una sorta di dominio per tutta la partita, significa mentire. E soprattutto, basta guardare il secondo tempo per capire che, dopo l’avvio arrembante, i rossoblù hanno progressivamente lasciato campo al Napoli.
Il Genoa parte forte. Poi, però, finisce la benzina
La sensazione dei primi minuti è quella di un Genoa aggressivo, intenso, capace di mettere in difficoltà il Napoli. Ed è probabilmente da qui che nasce il racconto della partita dominata dai padroni di casa. Il problema è che il calcio dura 90 minuti.
Il Genoa ha avuto il suo momento. Il Napoli lo ha assorbito e ha progressivamente preso campo. Già negli ultimi quindici minuti del primo tempo, infatti, gli azzurri hanno cominciato ad alzare il baricentro e a prendere il controllo della partita.
Basta guardare i dati del secondo tempo per capire quanto sia complicato sostenere la tesi di un Genoa dominante. Il Napoli ha chiuso la ripresa con il 65% del possesso palla contro il 35% del Genoa. Non soltanto: gli azzurri hanno prodotto 3 tiri in porta contro 0 dei rossoblù, 3 conclusioni fuori contro 1 e 4 tiri respinti contro 3. Anche l’expected goals racconta una storia piuttosto chiara: 0,70 per il Napoli contro appena 0,19 per il Genoa nel secondo tempo. Gli azzurri hanno inoltre conquistato 4 calci d’angolo contro i 2 dei padroni di casa.
Se questa dovrebbe essere la fotografia di un secondo tempo dominato dal Genoa, evidentemente qualcuno ha trovato un modo molto creativo di leggere le statistiche.
Il match report racconta un’altra partita
C’è poi un altro dato particolarmente significativo: il Napoli ha giocato molti più palloni in avanti. Gli azzurri hanno fatto registrare 250 passaggi riusciti in avanti contro i 153 del Genoa. Ancora più significativo il dato relativo ai passaggi riusciti nell’ultimo terzo di campo: 154 per il Napoli contro 76 del Genoa. Più del doppio.
Anche il volume complessivo della manovra è favorevole al Napoli: 472 passaggi riusciti contro 377, con entrambe le squadre all’88% di precisione. Gli azzurri hanno inoltre prodotto 10 passaggi chiave contro i 7 dei rossoblù.
E allora sì: il Genoa ha avuto un ottimo inizio. Ha aggredito, ha corso, ha messo pressione e ha costretto il Napoli a una fase iniziale complicata. Ma da qui a raccontare una partita nella quale i rossoblù avrebbero dominato c’è un oceano. Anzi, il dato del secondo tempo sembra raccontare esattamente il contrario.
A Genova hanno visto una partita diversa?
Il Napoli non ha certamente disputato una partita perfetta. Anzi, l’approccio è stato tutt’altro che impeccabile e il regalo iniziale di Meret ha contribuito a dare ulteriore coraggio al Genoa. Ma il calcio è anche capacità di leggere e interpretare ciò che succede dopo.
E dopo quei primi 25-30 minuti, il Genoa ha progressivamente perso intensità mentre il Napoli ha alzato il baricentro. I numeri del secondo tempo sono difficili da interpretare in un’altra maniera: 65% di possesso Napoli, tre tiri in porta contro zero e 0,70 di xG contro 0,19.
Alla fine il tabellino dice Genoa 0-2 Napoli. Le statistiche dicono che nel secondo tempo il Genoa non ha mai centrato la porta, mentre il Napoli lo ha fatto tre volte, costruendo un valore di xG quasi quattro volte superiore.
Poi possiamo discutere quanto sia stato bello il Napoli, quanto abbia giocato bene e quanto avrebbe potuto fare meglio. Ma sostenere che a Genova il Napoli sia stato dominato per tutta la partita è un’altra cosa, così come tutte le polemiche arroccate dopo il gol regolarissimo di De Bruyne. E forse, prima di raccontare la partita, sarebbe sufficiente guardarla. O, in alternativa, dare un’occhiata alle statistiche.





