Il calcio in rivolta contro Infantino: la lettera di UEFA, AFC e Concacaf
Tre delle principali confederazioni calcistiche mondiali, UEFA, AFC e Concacaf, hanno pubblicato lunedì una lettera congiunta indirizzata a tutta la famiglia del calcio, in cui attaccano duramente l’operato del presidente della Fifa Gianni Infantino. Il documento sostiene che il calcio “non appartiene a nessun individuo” e arriva dopo settimane di tensioni sulla proposta, poi ritirata, di vendere una quota dei diritti commerciali del Mondiale.
Nel testo, firmato dai vertici di AFC, Concacaf e UEFA, si legge che la fiducia è stata infranta attraverso l’inganno e che chi guida il calcio non può porsi al di sopra del collettivo che gli ha affidato l’autorità. Le tre confederazioni chiariscono di non voler rimettere in discussione le decisioni prese collettivamente, come l’assegnazione dei Mondiali 2030 e 2034, ma di contestare un problema più profondo: quello del giudizio e dell’integrità di chi è stato eletto a guidare il gioco.
Il caso della vendita di quote sul Mondiale
Nel mirino delle tre confederazioni c’è la condotta di Infantino durante la proposta, poi accantonata, di cedere una quota dei diritti commerciali della Coppa del Mondo, con l’accusa di aver agito in modo da porsi sopra il collettivo e di aver chiesto una revisione totalmente indipendente di quanto accaduto. Secondo la lettera, la proposta sarebbe stata presentata con tempistiche compresse e senza una consultazione adeguata delle associazioni membri, imponendo una scadenza prima ancora che i termini potessero essere valutati con attenzione.
Il vertice in Marocco e la richiesta di revisione indipendente
Un altro punto sollevato riguarda un recente incontro tenutosi in Marocco, a cui avrebbe partecipato un solo funzionario eletto, mentre nessun membro del Consiglio Fifa o delle associazioni membri sarebbe stato invitato: presente solo il comitato di gestione composto da personale interno alla Fifa. Un episodio che, secondo le tre confederazioni, rafforza la percezione di un modello di conduzione poco trasparente.
Le confederazioni chiedono che l’eventuale relazione sugli eventi non venga condotta dalla Fifa stessa o dal suo personale, ma da una parte terza completamente indipendente. “Il calcio non appartiene a nessun individuo e a nessuna istituzione”, si legge nel passaggio più netto del documento, firmato dai presidenti di AFC, Concacaf e UEFA insieme ai rispettivi segretari generali.



