Porto-Napoli, Allegri senza uomini: “In tredici non riusciamo neanche a fare un torello”
Il Napoli arriva a Porto in piena emergenza. Secondo quanto scrive la Gazzetta dello Sport, la squadra si è presentata in Portogallo con 13 giocatori di movimento più i portieri. Massimiliano Allegri ha aggregato qualche giovane della Primavera, ma il senso non cambia: Porto-Napoli sarà una partita tesa, da “mors tua, vita mea”. Lo ha detto lo stesso tecnico ieri: “In tredici non riusciamo neanche a fare un torello”.
Due squadre a caccia di punti
Il Porto ha perso le prime tre partite europee e l’allenatore Farioli, che in campionato non sbaglia un colpo, è sotto osservazione: per evitare l’eliminazione precoce deve vincere. Il Napoli ha invece tre sconfitte nelle ultime sei gare (Villarreal, Venezia e Juventus, tre giorni fa) e sente nell’aria l’odore della crisi. Una vittoria servirebbe anche a evitare una sosta di critiche e dibattiti su un ipotetico cambio di allenatore.
Chi gioca
La garanzia migliore è Rasmus Højlund, sfebbrato e con il numero 19, con McTominay alle spalle, giocatore che dopo la doppietta al Bodo sarà fondamentale. Per il resto, scrive il quotidiano, è libera sperimentazione. A sinistra dovrebbe giocare Noa Lang, non proprio un esterno abituato a coprire tutta la fascia. In difesa il trio sarà formato da Beukema, Rrahmani e Marín, che non hanno mai cominciato una partita insieme.
I conti di Allegri
Per abbassare la tensione Allegri ha usato una delle sue specialità, la calcolatrice. Secondo il tecnico, per qualificarsi alla fase a eliminazione diretta serviranno 10 punti: ne mancano quindi 7, da conquistare nelle ultime tre partite contro Bruges, Sabah (in trasferta) e Viking. La Gazzetta ammette che è comprensibile giocare senza pressione, ma avverte che calcolare troppo è pericoloso e che due anni fa 10 punti non sarebbero bastati.
Farioli contro Allegri
La sfida è anche tra due stili. Farioli, laureato in filosofia, è un allenatore applicato che alle 7:30 è già al centro sportivo, e appena può pressa. Allegri, che da ragazzo detestava la scuola, sta bene con il blocco basso. Due allenatori diversi, non solo per i 22 anni di differenza.
Gli avversari da temere
Il Napoli dovrà tenere basse le pulsazioni della partita, perché il Porto andrà a mille. In panchina i portoghesi hanno anche giocatori come Varela, Martim Fernandes, Fofana, Gimenez, forse Pietuszewski e Samu. Tra i titolari spiccano Froholdt, danese di vent’anni per cui la Premier League avrebbe già offerto 70 milioni, e Gabri Veiga, uomo di gol e creatività, insieme a Pepê, Borja Sainz e André Silva. È probabile, scrive la Gazzetta, che Allegri metta da parte l’offensivismo dichiarato e provi a giocare una partita attenta, da squadra vissuta.
L’arbitro è Michael Oliver
La partita sarà diretta dall’inglese Michael Oliver, lo stesso del quarto di finale di ritorno di Champions League del 2018 tra Real Madrid e Juventus, deciso nel recupero da un rigore per un contatto tra Benatia e Vasquez. Un precedente che Allegri non avrà dimenticato.



