La fascia destra come zona di dominio
La partita dell’Olimpico racconta una storia chiara: la supremazia del lato destro. Se non è David Neres, è Matteo Politano a determinare, apparecchiando le due azioni che permettono al Napoli di battere anche la Lazio di Maurizio Sarri. Gli azzurri controllano, accelerano e colpiscono sempre nello stesso corridoio, trasformato in un’autostrada impraticabile per i biancocelesti.
Politano percorre la fascia come un instancabile commesso viaggiatore: corre, dribbla, apre varchi e serve palloni di qualità assoluta. La Lazio viene progressivamente strapazzata e finisce risucchiata nelle sabbie mobili di un “contismo” rinnovato, più fluido e meno schematico. Non è un caso che le occasioni migliori del Napoli nascano sempre da quel lato, dove la superiorità è tecnica, atletica e mentale.
Quando non è Politano a rifinire, ci pensa Neres a creare il caos: da una sua giocata nasce l’azione che porta Elmas a colpire la traversa con Provedel ormai battuto. Segnali evidenti di un dominio costante, che Sarri non riesce mai a correggere.
Gli assist, i gol e l’intelligenza della giocata
I due gol sono la sintesi perfetta della partita di Politano. Sul primo, il pallone arriva nell’area piccola e Leonardo Spinazzola deve soltanto accompagnarlo in rete con l’interno del piede. Un assist semplice solo in apparenza, perché nasce da tempi di inserimento perfetti e da una lettura lucida dello spazio.
Il secondo gol arriva su calcio piazzato: Politano disegna una traiettoria morbida e precisa, “con il nome sopra”, che Amir Rrahmani deve solo indirizzare alle spalle di Provedel. Un gesto tecnico che racconta la doppia anima dell’esterno azzurro: rifinitore e uomo di fatica, creativo e disciplinato.
Spalla o protagonista, la sua partita c’è sempre. Anche quando i cross non riescono o i dribbling sembrano fuori tempo, Politano resta dentro la gara, occupa lo spazio con coraggio e mantiene viva la trama offensiva. È questa continuità che lo rende centrale nel progetto di Conte.
Da esterno offensivo a uomo totale di Conte
La trasformazione di Politano in calciatore “contiano” è avvenuta da tempo, ma contro la Lazio appare definitiva. Non è più solo l’esterno che salta l’uomo: è un giocatore completo, capace di ripiegare, rimediare, sacrificarsi e andare oltre sé stesso. In fase difensiva copre, raddoppia e anticipa, facendo cose che un tempo non gli appartenevano.
Conte lo apprezza proprio per questo: per la disponibilità al sacrificio e per la capacità di pensare con i piedi e con la testa. Con un Di Lorenzo di nuovo efficace e con il raddoppio costante di Neres, la fascia destra del Napoli diventa un laboratorio tattico che esalta tutte le caratteristiche di Politano.
Contro una Lazio nervosa, disordinata e incapace di reagire, Politano si diverte. Ci sono partite in cui deve soffrire, altre in cui può giocare in libertà: questa rientra nella seconda categoria. Dribbla, inventa e decide. E quando il Napoli può contare su una fascia destra così, la sensazione è chiara: si può andare molto lontano.
Fonte: Mattino






