Dopo le lacrime, l’uscita in barella dal campo e le stampelle con il tutore all’uscita dallo stadio, per Stanislav Lobotka si temeva un infortunio serio. Secondo quanto scrive la Gazzetta dello Sport, il quadro è meno grave del previsto: c’è una doppia lesione, ma nessuna frattura e nessun interessamento ai legamenti.
Il bollettino medico
Il Napoli ha comunicato sul proprio sito che gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione della sindesmosi tibio-peroneale senza instabilità, associata a una lesione di basso grado del LPAA della caviglia sinistra. Il centrocampista slovacco starà fuori almeno un mese e mezzo e il resto del 2026 può essere comunque a rischio: dipenderà dalla riabilitazione e da come la parte interessata risponderà. Ieri il Napoli non si è allenato e l’attenzione era tutta sulle sue condizioni.
L’ennesimo ko in una lista già lunga
L’infortunio conferma l’incredibile predisposizione del Napoli alla sfortuna, scrive il quotidiano. Lobotka si aggiunge a Alisson e Neres, Buongiorno e Badiashile, Spinazzola e Favasuli. Un’emergenza che però, stavolta, non rischia di tradursi in un caso a centrocampo: i giocatori ci sono sia numericamente sia tecnicamente.
Una squadra non più “lobocentrica”
Il motivo è l’ultima “allegrata”: l’idea di Allegri di abbassare De Bruyne in regia, ruolo che per anni è stato di Lobotka. Per la Gazzetta la mossa si è rivelata straordinariamente vincente: con il belga il Napoli ha aumentato gol e occasioni create e ha dimostrato di non essere più “lobocentrico” come altre squadre del passato. Lobotka resta un giocatore straordinario, ma ora tutto ruota attorno a De Bruyne, al suo modo di andare subito in verticale, con pochi tocchi o di prima, trovando corridoi in profondità per Højlund e per gli inserimenti di McTominay. Il belga è abile anche nei cambi di gioco lunghi e nella gestione del pallone sotto pressione, non solo per eludere la pressione ma per superarla e ribaltare l’azione.
La nuova formula e i risultati
Il nuovo corso è partito contro il Bodø/Glimt, nella prima gara da dentro o fuori della stagione. Allegri ha “imposto” a De Bruyne il ruolo di regista, rivelando poi di avergli detto in una chiacchierata: “Vedrai che ti divertirai a fare il play”. Le undici reti segnate nelle ultime tre uscite ufficiali dimostrano la predisposizione offensiva della squadra, che fatica a difendere con il blocco basso e a non subire gol. Allegri ha dunque svoltato nella maniera meno prevedibile, attaccando e puntando sulla qualità dei singoli. I risultati stanno arrivando: la vittoria con il Bodo, la Roma dominata per 70 minuti e il Monza battuto in trasferta.
Gilmour e le alternative
Mercoledì sera De Bruyne non c’era e non è entrato neppure dopo il ko di Lobotka. In Brianza è però tornato protagonista anche Gilmour, un’altra arma di qualità nelle mani di Allegri, che alla vigilia aveva spiegato come giocatori con le caratteristiche di De Bruyne possano giocare davanti alla difesa anche con il doppio mediano, come contro il Frosinone, e come il Napoli abbia anche Lobotka e Gilmour. Fiducia in tutti, ma, conclude la Gazzetta, Kevin è Kevin: contro la Juventus guiderà lui il nuovo Napoli.






