Juventus e Napoli condividono il settimo posto con 14 punti, in una classifica che la Gazzetta dello Sport definisce tra il deludente e l’allarmante per due squadre partite con la qualificazione Champions League come obiettivo minimo. Il quarto posto è occupato dal Milan a quota 21, con il Como a 20 che gioca all’ora di pranzo contro il Venezia, ultimo. Per questo, scrive il quotidiano, stasera allo Stadium bianconeri e azzurri non hanno scelta: devono vincere, perché un pareggio servirebbe a poco.
McKennie contro McTominay
Nel cuore delle due squadre ci sono due centrocampisti che cominciano per “Mc” e sanno trasformarsi in incursori. Weston McKennie sembrava destinato alla cessione, ma l’offerta congrua non è arrivata ed è rimasto, diventando uno dei pochi capisaldi della Juventus di Spalletti. Mercoledì, dopo il naufragio di Marassi, è stato lui a presentarsi davanti alle telecamere, comportamento da capitano in pectore. Scott McTominay, fermo oltre un mese per un’aritmia cardiaca risolta con l’ablazione, ha impiegato un paio di partite a ritrovarsi e poi ha firmato due gol al Bodø/Glimt e due alla Roma. Il risultato, per la Gazzetta, passerà anche dal duello tra i due.
Il Napoli ha cambiato filosofia?
Il Napoli arriva da undici gol in tre partite: 4-3 al Bodo, 3-3 con la Roma e 4-1 al Monza. In quelle gare ha però subito sette reti, dato curioso per una squadra di Massimiliano Allegri, principe dei difensivisti. Negli ultimi 270 minuti la media è di 3,6 gol a partita, contro 1,6 di carriera dell’allenatore (1.375 gol in 858 gare). Il quotidiano si chiede se la svolta sia reale: contro Bodo, Roma e in parte Monza il Napoli si è ritratto dopo aver acquisito il vantaggio, e contro la Roma, sul 2-0, il piano è fallito. L’ultimo passo, scrive la Gazzetta, sarebbe attaccare sempre, senza fermarsi. Magari, aggiunge con ironia, uscirà uno 0-1, il risultato più allegriano di tutti.
Douglas Luiz e De Bruyne, cervelli allo specchio
Altra sfida chiave è quella tra i due registi. Douglas Luiz dirige di testa e ha una pulizia tecnica indiscutibile, con percentuali di passaggi positivi spesso sopra il 90%. Una rilevazione, non confermata ufficialmente, gli attribuirebbe un picco di 36,3 chilometri orari. Una settimana fa a Lecce ha giocato la sua miglior partita, con assist da punizione e gol, mentre mercoledì contro il Genoa si è inabissato, portato a spasso da Baldanzi.
Kevin De Bruyne ha percorso una strada simile: Allegri ha discusso con lui per convincerlo ad arretrare in cabina di regia, lui che ha costruito la carriera sull’offensività. Nelle prime apparizioni da playmaker ha interpretato il ruolo con spirito d’attacco, con pochi tocchi laterali, ricerca della verticalità e qualche inserimento, come la fuga contro la Roma su lancio di Lang, fermata da Gollini. Il confronto tra i due, conclude la Gazzetta, inciderà su costruzione delle occasioni e tiri.






