Infortunio Anguissa: ecco i tempi di recupero
Frank Zambo Anguissa, dopo essere rientrato dall’infortunio agli adduttori, ha accusato nuovi fastidi nella stessa zona durante la sfida del Franchi. Un segnale che lascia pensare a un recupero non ancora completamente ottimale.
Gli esami hanno evidenziato una lesione miofasciale di basso grado dell’adduttore lungo della coscia destra. Per il centrocampista azzurro si apre quindi un nuovo percorso riabilitativo, che dovrà essere gestito in maniera graduale per evitare ricadute.
La prima fase sarà dedicata alla protezione e al recupero, con una temporanea riduzione delle attività più sollecitanti per gli adduttori, come sprint, cambi di direzione e calci potenti. Sarà possibile introdurre una corsa leggera soltanto in assenza di dolore, accompagnandola con esercizi isometrici, come l’adductor squeeze, e con un lavoro di mobilità dell’anca sempre senza provocare sintomi.
Successivamente si passerà alla fase di recupero della forza. Gli esercizi di squeeze verranno progressivamente intensificati, affiancati da adduzioni dell’anca con elastico o cavo. Troverà spazio anche il Copenhagen plank, inizialmente nella versione facilitata e poi con un aumento graduale del carico. Il lavoro sarà completato dal potenziamento del core e dei glutei e dal miglioramento del controllo del bacino.
Una volta raggiunta una buona tolleranza al carico, si entrerà nella fase dedicata alla progressione della corsa, aumentando gradualmente intensità e velocità fino ad arrivare a sprint e cambi di direzione. L’ultima tappa sarà invece rappresentata dal lavoro specifico per il calcio, con esercitazioni con la palla, accelerazioni, decelerazioni, cambi di direzione e calci, prima del ritorno completo all’attività di squadra.
Per una lesione miofasciale di basso grado dell’adduttore lungo, il tempo di recupero può essere indicativamente di 2-3 settimane, ma la tempistica effettiva dipenderà dalla risposta del giocatore al trattamento e dalla capacità di completare senza dolore tutte le fasi del percorso. L’obiettivo, soprattutto dopo una ricaduta nella stessa zona, sarà quello di evitare un rientro affrettato e assicurarsi che l’adduttore sia nuovamente pronto a sopportare i carichi del calcio agonistico.



