L’analista economico Fabrizio Vettosi ha analizzato la situazione finanziaria del Napoli ai microfoni di Radio Marte, tracciando un quadro chiaro sulle prospettive economiche del club azzurro e sui rischi legati alla qualificazione Champions.
Le parole di Vettosi
Fabrizio Vettosi, esperto di economia e finanza calcistica, ha illustrato a Radio Marte le sue stime sul bilancio del Napoli, spiegando che il club potrebbe chiudere l’esercizio a giugno 2025 con un passivo compreso tra i 35 e i 40 milioni di euro.
«Rispetto all’era Spalletti, in cui il monte ingaggi era intorno ai 100 milioni, ora siamo arrivati a circa 150 milioni per la stagione 2025-26 – ha spiegato Vettosi –. Gli stipendi di giocatori come De Bruyne e Hojlund hanno pesato notevolmente».
Secondo l’analista, la partecipazione alla Champions League resta un elemento cruciale per la sostenibilità economica del club: «Con il passaggio ai playoff si potrebbero incassare almeno 47 milioni, a cui vanno sommati i ricavi da stadio. Arrivare agli ottavi significherebbe altri 20 milioni circa».
Negli ultimi due anni, il Napoli avrebbe impegnato complessivamente 326,5 milioni di euro sul mercato, tramite formule di pagamento dilazionate o prestiti con opzione di riscatto. «Dalle cessioni e dai riscatti dei giocatori in prestito potrebbero arrivare teoricamente 111 milioni – ha aggiunto – ma sarà difficile, considerando il rendimento di calciatori come Cajuste e Lindstrom».
Vettosi ha poi sottolineato come a gennaio i margini di spesa siano limitati, pur lasciando aperta la possibilità di un’operazione come quella di Mainoo, «magari in prestito con diritto e senza obbligo di riscatto».
Infine, un paragone con il passato: «Le migliori performance economiche si sono avute con Mazzarri e Sarri, quando il costo dell’area tecnica non superava gli 80 milioni. Oggi, invece, i costi fissi sono molto più elevati e il Napoli deve centrare la Champions per mantenere l’equilibrio finanziario».






