Napoli-Roma, tra pressione, uomo su uomo e costruzione: la mappa tattica del match
Allo stadio Maradona, la sfida tra Napoli e Roma mette in palio punti pesanti in ottica zone alte di classifica. Gli azzurri arrivano al match con tre punti di vantaggio sui giallorossi, elemento che rende la gara ancora più interessante sotto il profilo tattico e mentale. In casa partenopea, Antonio Conte deve fare i conti con la squalifica di Juan Jesus: al suo posto è pronto Buongiorno, che completerà il terzetto con Rrahmani e Beukema. Sugli esterni si va verso la conferma di Gutiérrez a destra e Spinazzola a sinistra. A centrocampo non sarà della partita McTominay: al suo posto dovrebbe scalare Elmas in mezzo insieme a Lobotka. In avanti il tridente dovrebbe essere formato da Politano a destra, Vergara a sinistra e Højlund al centro. In casa Roma, Gasperini deve sciogliere due nodi di formazione. Il primo riguarda la linea difensiva, con il ballottaggio tra Hermoso e Ghilardi, con quest’ultimo favorito. Il secondo è in mediana tra Pisilli e Neil El Aynaoui, con quest’ultimo che può candidarsi anche al ruolo di trequartista (o mezzala in un eventuale 3-5-2) se Soulé, non al meglio, non dovesse partire dal primo minuto. Le altre opzioni in caso di forfait dell’argentino sono Zaragoza o Venturino. Il riferimento offensivo sarà l’olandese Malen.
La battaglia a tutto campo: uomini, spazi e riferimenti difensivi
Il calendario propone al Napoli una doppia sfida di alto livello: prima la Roma e poi l’Atalanta, esattamente come accadde nel mese di novembre (in quell’occasione, però, l’ordine fu invertito, con i bergamaschi affrontati prima dei giallorossi). Furono partite giocate uomo su uomo a tutto campo, in cui gli azzurri eccelsero soprattutto grazie a una condizione fisica di altissimo livello. Proprio allo stadio Olimpico, contro la Roma, i ragazzi di Conte mostrarono un’attenzione difensiva praticamente perfetta, concedendo ai giallorossi una sola vera occasione nel finale con Tommaso Baldanzi. Da qui deve partire la lettura della gara odierna: se gli azzurri riusciranno, soprattutto dal punto di vista dell’intensità, a controbattere l’uomo su uomo proposto dalla squadra di Gasperini, avranno ottime chance di portare a casa un risultato positivo. Il terzetto difensivo sarà lo stesso dell’andata: Beukema–Rrahmani–Buongiorno. Fu una prestazione di altissimo livello e servirà ripeterla anche stasera. I due braccetti, Beukema e Buongiorno, dovranno accorciare con continuità in avanti per soffocare i rifornimenti verso i due trequartisti giallorossi, ma allo stesso tempo essere propositivi nel proporsi in conduzione e in appoggio. Rrahmani, invece, avrà il compito di prendere in consegna Malen. Sulle corsie esterne i duelli chiave dovrebbero essere Spinazzola contro Çelik e Gutiérrez contro Wesley. Torna quindi il tema degli esterni a piede invertito, con la possibilità di cercare spesso una giocata diretta verso Højlund, che dovrà vedersela soprattutto con Ndicka. Su Gutierrez, in particolare, si è insistito sulla necessità di aumentare le giocate di prima intenzione, limitando il tocco preparatorio che spesso rallenta l’azione e favorisce la pressione avversaria. In mezzo al campo, Elmas andrà a lavorare in marcatura su Bryan Cristante, mentre Lobotka sarà orientato su uno tra Pisilli ed El Aynaoui. Davanti, il lavoro di Politano e Vergara sarà determinante per allargare o portare fuori posizione i braccetti giallorossi. In particolare, Gianluca Mancini è un difensore molto portato ad aggredire alto.
Attirare la pressione per colpire: la strategia del Napoli in costruzione
Sarà fondamentale la qualità della costruzione contro una pressione ospite alta e intensa. L’obiettivo del Napoli sarà attirare almeno sette uomini della Roma nella propria metà campo. Non è da escludere, in alcune situazioni, vedere Rrahmani alzarsi in zona mediana, con Lobotka a lavorare sotto la prima pressione per gestire i tempi del possesso e tentare la giocata sopra la linea avversaria per attivare il tre contro tre nella metà campo romanista.
In questo contesto sarà importante anche il contributo di Vanja Milinković-Savić, che potrà ricercare direttamente la giocata lunga. Il destinatario principale resterà Højlund, ma anche Vergara ha già dimostrato di saper reggere bene i duelli fisici. Sempre in fase di prima costruzione, si potrà vedere talvolta Beukema stringere in zona centrale, con la conseguente scalata di Rrahmani da terzino destro “di uscita” per avviare l’azione.
Solidità, duelli e coperture preventive: la partita del Napoli senza palla
Come già emerso, tutto ruoterà attorno alla continuità e all’intensità del pressing uomo su uomo, che dipenderanno in larga parte dalla condizione fisica del Napoli. Nelle fasi di pressione alta servirà massima attenzione soprattutto nelle uscite aggressive dei tre centrali, che dovranno accorciare in avanti senza concedere campo agli attaccanti della Roma. Un aspetto chiave sarà limitare i rifornimenti verso il trequartista di destra romanista, soprattutto nel caso in cui dovesse partire dal primo minuto Soulé. In questo senso si attende una prestazione di livello da parte di Buongiorno – anche per rispondere alle critiche ricevute – proprio come nella gara d’andata, quando fu tra i migliori in campo. Replicare quella solidità difensiva sarebbe già una base molto solida per fare bene. Oltre ai duelli già citati, Politano e Vergara dovranno seguire con grande disciplina i braccetti avversari. In particolare Vergara dovrà prestare attenzione alle scorribande offensive di Mancini. La Roma sviluppa molte delle proprie trame sulla corsia destra, con triangolazioni e interscambi tra Mancini, Çelik e Soulé. I due mediani, soprattutto Cristante, tendono invece ad allargarsi in fase di costruzione. Sul lato sinistro, anche Lorenzo Pellegrini si abbassa spesso per dare qualità al palleggio e occupare una posizione più interna, liberando così la corsia per le discese del veloce Wesley. Davanti, Malen rappresenta il terminale offensivo principale per Gasperini: un attaccante già determinante, abile sia nel legare il gioco con i compagni sia nell’attaccare con grande tempismo la profondità. Neutralizzare i suoi movimenti, soprattutto alle spalle della linea, sarà uno dei fattori decisivi della gara.






