Dodô resta un nome caldo per il calciomercato del Napoli, complice la situazione sempre più ai margini vissuta dal terzino brasiliano alla Fiorentina. Secondo la Gazzetta dello Sport, il classe 1998 è ormai fuori dal progetto viola.
Un giocatore in cima ai pensieri azzurri
Il Napoli, riferisce il quotidiano, ha individuato in Dodô un profilo ideale per la fascia destra, in prospettiva dell’età che avanza per Giovanni Di Lorenzo, avviato verso i 34 anni, e delle qualità di Favasuli, capace di adattarsi anche su altre zone del campo.
“Dodô escluso e fuori dal progetto”, si legge nel tweet che riprende la sua situazione a Firenze.
🟣 Dodó escluso e fuori dal progetto ❌ pic.twitter.com/QN6p9OWSR3
— Flavio Ognissanti (@Flavio_Ognissan) September 11, 2026
Il nodo prezzo e la concorrenza
In questa stagione Dodô ha collezionato appena 135 minuti in campo, senza che le parti abbiano ancora avviato un discorso concreto sul proprio futuro. Come raccontato a settembre da Napoli Network, il nome del terzino resisteva già come opzione per gli azzurri: la situazione attuale rende quella pista sempre più concreta in vista di gennaio.
Ecco l’articolo integrale della
Gazzetta: “E
dunque, dov’erano rimasti? In un tempo sospeso, un’estate un po’ così, le distanze incolmabili, le posizioni diverse, un pensiero reciproco e poi, arrivederci. Se ne sono andati via, quasi correndo, tre mesi, e qualcosa è cambiato ma mica poi tanto: Domilson Cordeiro dos Santos, in arte e per gli amici Dodo (28 tra un mese e mezzo) è ancora ai margini del suo mondo, ci sta perché a volte vanno così le storie quando si è in prossimità dello svincolo; e il Napoli, che pure nella sua campagna moderata s’è concessa Favasuli, ha avuto modo di accorgersi che a destra, in prospettiva, con Di Lorenzo che viaggia verso i 34, e con quel «toro» che sa fare tante cose, volendo si può intervenire, meglio se con moderazione.
Perché sì Per un bel po’, quando sembrava esistessero anche margini di intervento, Dodo è stato in cima alla lista dei pensieri del Napoli, intenzionato a darsi energia sulla fascia, proiettato ad acquisire uomini di gamba e però versatili, quindi in grado di starsene a quattro in difesa o a fungere da quinto: quisquilie penserà qualcuno, mentre il calcio, nella completezza del progetto tattico, ha bisogno proprio di scelte competenti e in armonia con le idee. Dodo piaceva, piace, perfettamente in linea con le esigenze e poi con profili economici in linea con la politica di Adl: alla Fiorentina guadagna intorno ai due netti, con l’inevitabile aumento ci stava – e rimarrebbe – nei parametri. Il mercato è sempre lo stesso, non c’è bisogno di addentarsi dialetticamente per rievocarne abitudini, ed avendo solo dodici mesi di contratto, il costo del brasiliano non ha subito adeguamenti verso il basso, non quanto fosse richiesto dal Napoli, che a 15 milioni di euro non voleva arrivare. E la Fiorentina, orgogliosamente e strategicamente, non ha mai legittimamente pensato a ribassare la richiesta, presentata anche da Nottingham e da Newcastle, dall’Olympiakos.
Rieccoci Minuti giocati: 135 (90 con la Roma, alla prima giornata; 45 con il Benevento, in Coppa Italia); panchine: 5 (anche in Coppa con il Pisa in un robusto turnover); prospettive: boh! Si direbbero impalpabili o relative, per chi ormai da un mese non vede più il campo, né ha allestito d’accordo con la società un appuntamento che possa indirizzare verso una ipotesi di accordo futuro. Ci sono interessi divergenti, chiarissimo, tra chi scorge la prospettiva di potersi scegliere dal primo febbraio la nuova vita e chi invece non intende concedere rinnovi lunghi e robusti. E i segnali restano impercettibili. Il Napoli, intanto, s’è messo a ragionare su se stesso, su quello che va fatto, su quanto è emerso in queste settimane: Favasuli, una bella iniezione di fisicità, ha dimostrato che alto a destra ci sa stare, che nel caso serva potrebbe pure dirottare a sinistra, sia fungendo da esterno difensivo o di centrocampo; e quindi, l’eredità di Di Lorenzo (che ha rinnovato fino al 2030), soprattutto se con investimento controllato, è tornato ad essere un argomento. Una trattativa ha i suoi «metodi», si alimenta persino attraverso i silenzi, e in questa storia nessuno può comunque nascondere granché: Dodo – nonostante si stia impegnando a fondo negli allenamenti – ha intuito e da un bel po’ che alla Fiorentina ormai è di troppo e al Viola Park comunque non si arrendono all’idea di offrire a prezzi assai modici un uomo che ha messo assieme in cinque stagioni 161 presenze (con tre gol). Il Napoli osserva, ascolta, riflette, prende coscienza di quel che deve fare per gennaio ma anche per le stagioni che verranno: e se un signore che si chiama Dod ha appena ventotto anni (tra un po’), dare un’occhiata a destra conviene”
