Napoli-Roma, sfida tra presidenti: De Laurentiis e Friedkin, due modelli a confronto
Napoli-Roma non è solo una sfida di campo. Secondo quanto scrive la Gazzetta dello Sport, mette di fronte anche due proprietà con un filo conduttore comune, il cinema, e l’idea del club come patrimonio di famiglia, ma con molte differenze. Da una parte Aurelio De Laurentiis, erede di una dinastia di produttori legata a Ettore Scola, Carlo Verdone e ai cinepanettoni. Dall’altra Dan Friedkin, che ha finanziato film di Scorsese, Ridley Scott e Clint Eastwood e distribuito due pellicole premiate con l’Oscar.
Due portafogli molto diversi
Le due figure non sono paragonabili sul piano economico. La ricchezza di Friedkin arriva soprattutto da Gulf States Toyota, distributore esclusivo in cinque Stati americani con 14,5 miliardi di dollari di vendite nel 2025, esteso poi a intrattenimento e ospitalità di lusso con il marchio Auberge Resorts, presente sul retro delle maglie giallorosse. Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi per 15,7 miliardi di dollari, circa 14 miliardi di euro, e Forbes accredita a Dan un patrimonio personale di 12,8 miliardi di dollari.
De Laurentiis gestisce le sue attività attraverso la holding Filmauro, che al 30 giugno 2025 ha chiuso con un fatturato di 338 milioni di euro. Il 90%, pari a 304 milioni, viene dalle squadre di calcio, cioè il Napoli e, in seconda battuta, il Bari. Il cinema vale 20 milioni e gli altri ricavi 14. Negli ultimi anni sono nate anche attività nella compravendita di auto e immobili di pregio ed è stato rilevato il marchio di gelati Steccolecco, con 510mila euro di ricavi nel 2024-25.
Il Napoli: autosufficienza e nuova fase espansiva
Portafogli differenti si riflettono nella gestione dei club. De Laurentiis ha imposto fin dall’inizio l’autosufficienza al Napoli, rilevato nel 2004 dalla curatela fallimentare con un fido UniCredit da 32 milioni, ripagato in tre anni dal club stesso. Le uniche iniezioni di capitale del presidente risalgono alla Serie C: 16 milioni. In 21 esercizi il risultato aggregato è positivo per 120 milioni. Non sono stati distribuiti dividendi, ma i compensi totali al cda, dove siedono la moglie Jacqueline, i figli Edoardo (vicepresidente) e Valentina (merchandising) e l’ad Chiavelli, ammontano a 45 milioni.
Dopo i profitti da 143 milioni tra il 2023 e il 2024 è partita una fase espansiva coincisa con l’arrivo di Conte, e nell’ultimo biennio i costi della rosa sono esplosi oltre i 100 milioni. Dopo la perdita di 21 milioni del 2024-25, anche il bilancio 2025-26, ancora da approvare, sarà in rosso e peggiore. Per riportare il club sulla via della sostenibilità, il patron ha attuato un’azione incisiva di risparmio sul mercato estivo.
La Roma: investimenti e conti in deficit
Dall’estate 2020 al dicembre 2025 Friedkin ha investito 1.060 milioni: 199 per rilevare la maggioranza da Pallotta, 37 per le restanti azioni in Borsa e 824 per sostenere la gestione. A questo impegno si è aggiunto l’Everton, con 700 milioni investiti dal 2024. I conti della Roma sono sempre stati in deficit, ma in riduzione: -185 milioni nel 2020-21, -219 nel 2021-22, -103 nel 2022-23, -81 nel 2023-24 e -54 nel 2024-25. Per il 2025-26 è prevista ancora una perdita, di entità minore.
Dan e il figlio Ryan, vicepresidente con deleghe crescenti, dopo la prima qualificazione in Champions League hanno accelerato, chiudendo l’ultima campagna trasferimenti con un saldo negativo di circa 100 milioni tra acquisti e cessioni. Le operazioni in uscita hanno però garantito risparmi importanti in ottica fair play Uefa.
La corsa agli stadi
All’orizzonte c’è il nuovo stadio di Pietralata, che ha ricevuto l’autorizzazione definitiva, con inaugurazione prevista nel 2029. De Laurentiis, secondo la Gazzetta molto meno in sintonia con il sindaco Manfredi di quanto Friedkin lo sia con Gualtieri, è invece ancora indietro nella tabella di marcia.






