Del Genio duro sulla difesa: “Non si difende così”
Il Napoli perde in casa contro l’Arsenal senza mai creare una vera occasione da gol e subendo un dato preoccupante sugli xG concessi. Della fase difensiva ne ha parlato Paolo Del Genio, intervistato da Napolità, che pur riconoscendo la superiorità dei Gunners ha puntato il dito sull’atteggiamento difensivo della squadra di Allegri.
La linea troppo bassa e il fuorigioco mai usato
Secondo Del Genio, il problema principale non riguarda il risultato in sé quanto il modo in cui il Napoli si è disposto in campo: la squadra non avrebbe mai accompagnato il movimento del pallone, restando con una linea difensiva troppo vicina al portiere e senza mai salire per mettere in fuorigioco gli avversari. Un aspetto che, secondo l’opinionista, ha costretto i centrocampisti a restare schiacciati per non lasciare spazi, portando in almeno cinque occasioni fino a undici uomini all’interno della propria area di rigore. Diverso, per Del Genio, l’approccio mostrato in precedenza dal Como, capace di accorciare i reparti e mettere pressione alta, sfruttando efficacemente la trappola del fuorigioco.
Sugli angoli meglio, ma il problema resta il possesso subito
Del Genio ha invece apprezzato la gestione dei calci d’angolo, con quattro uomini portati sulla battuta per ridurre la pericolosità offensiva dell’Arsenal in fase di transizione. Il vero nodo, per l’opinionista, resta però la gestione generale della partita: anche quando l’Arsenal vince contro squadre più deboli in Premier League, i numeri complessivi restano nettamente più equilibrati rispetto a quelli fatti registrare dal Napoli in questa gara.
“I giocatori meritano i complimenti, non l’atteggiamento tattico”
Nonostante le critiche sull’impostazione difensiva, Del Genio ha voluto sottolineare come i singoli calciatori non meritino insufficienze, elogiando la velocità di elementi come Hojlund, Alisson Santos e De Bruyne. Per l’opinionista, però, difendersi con una linea così bassa avrebbe tolto anche campo e possibilità di ripartenza a giocatori con quelle caratteristiche, in una gara in cui il fuorigioco, a suo dire, non sarebbe mai stato utilizzato come arma tattica.






