L’arrivo di Gutierrez a Napoli apre scenari tattici interessanti per Antonio Conte, che avrà più di un’opzione per sfruttarne le qualità. Se l’allenatore decidesse di schierarlo nella linea difensiva a quattro, sarà fondamentale capire come si integrerà con i movimenti imprevedibili di Noa Lang. Potrebbe sovrapporsi ai tagli dell’olandese oppure inserirsi negli spazi lasciati liberi dalle mezzali, che siano De Bruyne o McTominay.
Un’altra possibilità è quella di utilizzarlo nei tre giocatori offensivi: in questo caso, il tecnico potrebbe chiedergli un contributo difensivo importante, simile a quello che Politano ha garantito a destra, soprattutto nel caso in cui l’ex Inter non fosse disponibile.
Esiste anche una terza ipotesi: collocarlo in mediana. In questa posizione, Gutierrez diventerebbe un’arma tattica per rompere i punti di riferimento degli avversari, grazie alle sue doti fisiche e tecniche. Pur sganciandosi meno in avanti rispetto a De Bruyne o McTominay, quando decide di farlo lo fa con tempi e movimenti efficaci. Con i suoi 180 cm per 71 kg, presenta un fisico più normotipo rispetto alla potenza di Anguissa, ma con una rapidità superiore. La sua abitudine a giocare a due tocchi lo rende perfettamente compatibile con il sistema di movimenti codificati da Conte, e potrebbe diventare un ingranaggio prezioso in una squadra che vuole mantenere il livello da campione d’Italia.
Gutierrez, il profilo tecnico di un laterale moderno

Classe 2001, Gutierrez ha compiuto da poco 24 anni e porta con sé tre stagioni di esperienza nel gioco di posizione, assimilato al Girona con principi tattici simili a quelli del Manchester City, con cui condivide la proprietà. È il prototipo del laterale mancino moderno: capace di smarcarsi tra le linee, dribblare l’avversario, cercare l’inserimento del terzo uomo e puntare direttamente verso la porta.
I numeri dell’ultima annata in Catalogna – un gol e cinque assist – non raccontano del tutto il suo valore, poiché il Girona ha vissuto una stagione complessa. Diverso è il discorso per il 2023/24, quando la squadra di Michel ha centrato la prima storica qualificazione in Champions League: in quell’anno Gutierrez ha segnato due gol, servito sette assist e registrato un differenziale di 1.2 xGol e 3.4 xAssist. Tradotto, significava quasi un’occasione e mezza in più per segnare a partita e oltre tre possibilità aggiuntive che un suo passaggio portasse a una rete.
Per il Napoli, quindi, Gutierrez non rappresenta solo un rinforzo tecnico, ma anche un elemento capace di elevare il livello del collettivo, grazie alla sua versatilità e alla naturale predisposizione a inserirsi in un sistema di gioco complesso.






