
L’analista televisivo ha riacceso il dibattito sul dualismo tra i due fuoriclasse, sottolineando differenze di epoca, contesto e caratteristiche tecniche che, a suo avviso, rendono alcuni gesti di Maradona non replicabili da Messi.
Lele Adani su confronto Messi-Maradona
Ecco quanto dichiarato da Lele Adani: “La frase “Pranzo al sacco” dopo il gol di Tonali ad Israele? È una delle cose più spontanee che abbia mai detto. Se poi mi chiede come mi è venuto in mente non glielo so dire, ma fa parte del gergo dei miei amici del paese, per sottolineare un errore grossolano, quello della difesa israeliana. In una partita assurda.
Ho ricevuto critiche? Al contrario: ho sentito tanta condivisione. Gli odiatori dietro alla tastiera fanno notizia, ma gli amatori sono tanti e li trovo per strada: sani e puri, dai ragazzini agli ottantenni.
Questa Nazionale può andare al Mondiale? Ha lo spirito per farlo: lo vuole fortemente e io credo che andremo. Però abbiamo delle lacune e Gattuso ha già provato a far qualcosa per colmarle.
Perché la Nazionale fa fatica? Tutte le Nazionali si evolvono, i metodi per formare e crescere i giocatori ci sono ovunque e la Norvegia che è la nostra avversaria diretta ne è la riprova. Nelle stanze dei bottoni ce la raccontiamo che siamo ancora i piu bravi a formare, ma non è così: ci siamo fermati. La Croazia ha meno abitanti della Sicilia, il Portogallo ne ha quanti la Lombardia. Ma sono molto più credibili.
Pio Esposito? Ha forza, è evoluto calcisticamente e si è guadagnato la conferma. Ma dobbiamo difenderlo se non segna per dieci partite, anche se all’Inter è dura: queste dieci partite di crescita potrebbero servire al Mondiale.
Allegri? La battaglia ideologica la crea chi non ha argomenti.
Chi ha argomenti guarda il gioco. E io vedo partite fatte bene, percorsi diversi, tendenze invertite. La strada c’è ed è una cosa bella per tutti.
Questo Milan è forse costruito meglio della Juventus di Allegri? Quella squadra i giocatori buoni li aveva: si può sempre perdere, intendiamoci, ma se non fai un calcio evoluto, io non posso far passare per buono ciò che non lo è. E il Milan di Udine si vede che è un’altra cosa.
Su cosa ci dobbiamo concentrare nel dibattito Messi-Maradona? Secondo me sul fisico: in particolare sull’elasticità incredibile che aveva Diego, contrapposta alla rigidità di Messi. Certe cose che faceva
Diego con il corpo e il pallone, Leo non le può fare.
Conte non si lamenta troppo? Non sono in disaccordo con lui: la squadra è stata allungata, non così rafforzata.
Conte ha qualcosa in più rispetto agli altri? Ha un rispetto unico del lavoro. Nessuno chiede tanto a sé stesso, allo staff e ai calciatori, come fa lui. Interiormente è quasi una missione.
E poi si sottolinea troppo poco la sua evoluzione negli ultimi due anni: ha studiato tantissimo ed è tornato a sentirsi tra i primi 5 allenatori al mondo”.






