Si può descrivere Napoli senza cadere nei soliti banali stereotipi che avvolgono la città?
Certo. E’ questo lo scopo della nostra nuova rubrica, intitolata “Poteva succedere ovunque. E invece..”. Una luce, un faro, un megafono, una cassa di risonanza sui tanti aspetti positivi di Partenope.
Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi sta studiando per Bagnoli il modello di New York:
“A New York le colmate a mare le stanno attrezzando per renderle fruibili a tutti, proprio quello che stiamo facendo noi a Bagnoli”.
Al Primo cittadino è venuto naturale il parallelismo con l’ex Italsider al centro di uno dei progetti di trasformazione tra i più grandi d’Europa.
Il Governo, infatti, ha investito 1,25 miliardi per le bonifiche e portato l’America’s Cup che potrebbe restare a Bagnoli fino al 2029.
Questi grandi eventi attirano investimenti dei privati per trasformare il quartiere della vecchia fabbrica in qualcosa di diverso.
Le dichiarazioni del responsabile per gli investimenti pubblici Invitalia Giovanni Portaluri
Proprio da Bagnoli, tre settimane fa, in occasione di un convegno sulla rigenerazione urbana Giovanni Portaluri responsabile per gli investimenti pubblici di Invitalia fu molto chiaro:
“Faremo un incontro a inizio anno con Manfredi e le amministrazioni per capire se le previsioni di qualche anno fa siano da confermare o modificare e come avviare il confronto con gli investitori. Napoli oggi è un’opportunità per il sud e per l’Italia e il nostro scopo è renderlo percepibile agli investitori nazionali e internazionali pubblici e privati”.

In sostanza Bagnoli deve vivere e trasformare i monumenti di archeologia industriale come vorrebbe il modello New York.
La Coppa America ha una grandissima potenzialità per iniziare a far vedere i primi segni della trasformazione già dalla prossima estate quando i sei equipaggi che si sfideranno si trasferiranno in città e la colmata a mare dovrà essere attrezzata come base operativa dell’America’s Cup con hangar, officine e gru.
Cosa succederà dopo l’America’s Cup?
Dopo le regate che si svolgeranno nel 2027, la stessa colmata verrà trasformata in terrazza amare e lido pubblico per i napoletani.
Dovesse esserci il bis con Napoli che ospiterebbe anche l’edizione del 2029, i primi pezzi di mare pubblico sarebbero le due spiagge ai lati della colmata e l’area dove si sta abbattendo il pontile sud.
“L’impianto generale del Programma America’s Cup – scrive Manfredi nella relazione consegnata al Governo – si fonda su una visione integrata: le opere infrastrutturali, a terra e a mare, sono progettate in modo coordinato e funzionali con gli interventi già previsti dal Piano Bagnoli”.
L’accelerazione per riavere un mare pubblico è dettagliata nella relazione del sindaco:
“Anticipiamo i lavori più complessi del risanamento degli arenili e del mare che invece era previsto per il 2032 che sarà invece in grandissima parte ultimato per il 2027”.
Si procederà dunque subito con la demolizione del pontile centrale “il dragaggio di ambientale di130mila metri cubi di sedimenti, la realizzazione di tre scogliere per una lunghezza complessiva di circa 1360 metri”.
Fondamentali per difendere da mareggiate quella che dopo la Coppa America sarà un pezzo di lungomare balneabile restituito alla città.






