A tutto Vergara: ecco le sue parole
Antonio Vergara, attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio CRC.
Vergara: “Il tatuaggio con scritto “Aurora”sul mio collo? Il tatuaggio è per mia sorella.
Quando ho segnato non ho pensato a dedicare i gol a qualcuno. Il gol al Chelsea non me l’aspettavo neanche io. Quello alla Fiorentina l’ho voluto dedicare ai tifosi: è stato più bello perché abbiamo vinto.
Sono nato a Frattaminore, cresciuto a Frattanaggiore, ora vivo ad Orta Di Atella.
Chi era il mio idolo? Messi. Da quando sono cresciuto però mi ha sempre fatto impazzire Zielinski.
Perché Zielinski? Era bello da vedere. Sapevi che faceva finte, ma non lo prendevi.
Dove mi sento più a mio agio? Mi trovo bene da trequartista, questo è il mio ruolo preferito.
Mi sento migliorato tatticamente con Conte, ho sempre cercato di dare una mano anche sotto questo punto di vista. Noi tatticamente lavoriamo molto, sicuramente Conte ci lavora un sacco su queste cose.
Fuori dal campo mi frequentavo molto con Ambrosino, Lucca e Marianucci. Ora ci sono Contini, Milinkovic Savic, Spinazzola, è uno bello spogliatoio.
In campo mi trovo molto bene con Di Lorenzo, anche se ora mancherà per un po’.
Non sento il peso di portare la maglia del Napoli, è come se ogni volta che la mettessi io la mettono altre 10.000 persone. Gioco per la mia gente, non sento questo peso.
Con Grava ho litigato molto. Insigne? Siamo compaesani. L’ho conosciuto a Pescara, poi mi sono allenato anche con lui, ma non lo sento da molto.
Come comunichiamo in squadra? Scott capisce l’italiano, anche se parla poco. Io parlo italiano, lui capisce, risponde in inglese ed io lo capisco.
Le punizioni? Non è nelle mie corde, ma ogni allenamento ne batto 10-15, magari a 29 anni le saprò battere.
Io vivo il momento molto serenamente, è un bel momento.
Le parole di Adani sul mio conto? Fa piacere avere elogi da parte sua. MI rivedo nelle cose che ha detto, sono felice del video che ha fatto. Quando in campo fai una cosa ti viene spontanea, io faccio quello che penso di fare.
Cosa consiglio ai bambini? Di divertirsi e di viverla in modo spensierato. Chi si diverte già é a metà dell’opera.
Conte ci chiede sempre di aiutarsi l’uno con l’altro, cerco di dare sempre una mano dove serve.
Ad inizio campionato Conte mi disse: “Sei forte, ma devi sempre stare sempre attaccato con la testa”. Mi dà una mano per migliorare, mi aiuta a cercare di evitare le palle perse.
La mia famiglia? Per me è molto importante, conta tantissimo. Puoi essere chi vuoi, ma devi sempre avere una persona di cui ti fidi, anche se ti critica.
Napoli è la città più bella del mondo. Il calore dei tifosi? Ne parlo spesso con McTominay. Penso sia bella una cosa del genere.
La corografia che il tifo fece con il Chelsea fu bellissima. Giocare con 50.000 tifosi o 10.000 tifosi fa la differenza.
Un messaggio ai tifosi? Veniteci a supportare allo stadio, si sente la differenza quando ci sono molti che ti supportano.
Come ci alleniamo oggi? Faremo seduta tattica. Pranziamo, vediamo video e poi ci alleniamo.
Il numero 26? É casuale, volevo il 30, ma lo ha Mazzocchi”.





