Andrea Stramaccioni, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha analizzato la corsa scudetto soffermandosi soprattutto su Inter e Napoli, ma senza dimenticare le altre grandi della Serie A.
“L’Inter può rimontare il Napoli? Siamo solo alla quarta giornata: l’Inter ha le qualità per farlo e il Napoli da questa stagione è tornato ad essere impegnato in Europa, aspetto che rischia di influire sul campionato. Quest’anno, però, la lotta non sembra essere limitata solo a quelle due”.
Inter, tanti pregi ma anche qualche difetto
Secondo Stramaccioni, i nerazzurri hanno mostrato segnali chiari: “L’Inter ha giocato quattro partite propositive costruendo sempre tanto, ma anche concedendo troppo. In questo momento la squadra nerazzurra è prima in Serie A per la percentuale di gol subiti in relazione agli attacchi ricevuti. Tradotto: prende gol con una facilità su cui bisogna lavorare”.
Il mercato ha rinforzato la panchina, ma i titolarissimi restano gli stessi: “A parte Akanji per Pavard, gli altri hanno irrobustito le alternative. Dopo anni di parametri zero, ora si è puntato su under 23: scelte corrette, ma per cui servirà pazienza”.
Napoli, inserimenti lampo
Il confronto con gli azzurri è inevitabile: “Il Napoli, KDB a parte, ha preso giocatori più esperti ma sempre futuribili come Hojlund o Lucca. Numericamente ha reso la rosa idonea sia al campionato che alla Champions. Mi ha impressionato la velocità con cui De Bruyne e Hojlund si sono inseriti”.
Sul fronte Inter, invece, i nuovi devono ancora esplodere: “Gli unici già all’altezza dei titolari sono Sucic e Akanji. Poi c’è Esposito che merita una menzione a parte: mi piace tantissimo ed ha tutte le carte in regola per essere la sorpresa”.
La sfida Chivu-Conte e gli altri rivali
Il duello in panchina resta un tema centrale: “Chivu contro Conte? Il condottiero è sempre determinante. Con Antonio hai davanti il peggior avversario possibile, per esperienza, carisma, leadership”.
Ma Stramaccioni avverte: “Attenzione anche al Milan di Allegri, senza coppe e con giocatori più freschi, come accadde al Napoli lo scorso anno. E poi mi ha colpito l’empatia di Gasperini con la Roma, oltre al buon avvio di Tudor”.
Gli equilibri delle grandi
Uno sguardo infine alle altre contendenti: “Il Milan ha costruito un centrocampo di grande esperienza e leadership, è solido e difficile da affrontare. Leao dimostrerà che all’occorrenza potrà fare anche la punta centrale.
La Juventus? È solida, ma le ambizioni passeranno dal tridente offensivo che ha un solo punto fermo: Yildiz. Per il resto manca ancora alchimia. Quanto alla Roma, Gasperini sta facendo uno sforzo enorme per trasformarla a sua immagine e somiglianza, pur senza specialisti ideali in attacco: avrà bisogno di tempo”.






