Stadio Maradona: la pista di atletica non va rimossa
Il futuro dello stadio Maradona è incerto, l’impianto potrebbe infatti essere oggetto di lavori di ristrutturazione per gli Europei del 2032. In tal senso il Corriere del Mezzogiorno effettua un appello per preservare la pista d’atletica dell’impianto.

La pista d’atletica del Maradona: un bene da preservare
CDM: “Da tempo si leggono le tante ipotesi per la definizione della questione riguardante lo stadio San Paolo (io preferisco nominarlo così…, se non «del Sole», secondo la originaria denominazione); sono ipotesi che prevedono l’aumento della sua capienza ovvero la costruzione di una nuova struttura in luogo più decentrato, lontano dall’attuale denso abitato di Fuorigrotta.
In attesa che si giunga alla definizione, ci si deve certamente augurare che la soluzione finale tenga conto anche delle imprescindibili questioni urbanistiche che devono sottendono ogni decisione. A parte quanto dovrebbe tenersi in conto circa la validità architettonica di una struttura, opera di Carlo Cocchia e ancora definita «polivalente», che ha oltre sessantacinque anni di vita, e perciò stesso meritevole di attenzione e salvaguardia — che pecca soltanto dell’orrenda copertura in acciaio che più volte è stato proposto di eliminare — non possono essere trascurati validi fattori ambientali.
La ipotizzata rivisitata struttura prevederebbe un ampliamento del numero di posti e l’eliminazione della pista d’atletica; due fatti che cozzano decisamente contro la vivibilità del quartiere, già oltremodo soggetto a enormi afflussi di persone nei giorni nei quali si svolgono gli incontri di calcio, afflusso che aumenterebbe vieppiù in virtù della desiderata maggior capienza dell’impianto.
La ristrutturazione aggraverebbe maggiormente i disagi degli abitanti della zona i quali già soffrono molto non solo per la quantità di persone che vi accorrono, ma anche per altro: per esempio, per le non leggere vibrazioni conseguenza delle emissioni sonore legate al tifo degli spettatori, fenomeno che viene abitualmente rilevato nelle abitazioni adiacenti allo stadio.
Altro aspetto sostanziale riguarda l’eliminazione della pista d’atletica che andrebbe a negare una frequentazione di giovani dediti ad attività sportive, e ciò senza prevedibili alternative. Riprendendo una riflessione dell’architetto Paolo Grassi, «eliminare la pista di atletica, per un risibile incremento di spettatori, a confronto con il danno sociale e sportivo, appare decisione contraria all’interesse pubblico, che va considerato oltre le partite», deve certamente considerarsi quanto viene sottratto a tanti giovani atleti che oggi usufruiscono della struttura. La disciplina dell’atletica, con la ventilata ristrutturazione del San Paolo, verrebbe ostacolata senza valide alternative, nonostante il parere contrario di rappresentanze della società civile, di molti componenti dell’assemblea comunale, nonché di numerose società che alimentano con sacrificio e passione le tante attività di centinaia di giovani atleti all’interno dell’attuale Stadio, e ciò a spregio delle continue dichiarazioni volte a diffondere l’attività sportiva anche al fine di impegnare i giovani a una diversa educazione.
È senz’altro non condivisibile l’interesse che l’Amministrazione mostra con la conduzione e la gestione del Calcio Napoli; essa mostra, infatti, di non avvedersi delle primarie priorità volte a una corretta ed educata vita sportiva dei suoi cittadini e a migliori condizioni di vivibilità degli abitanti tutti.
Purtroppo pare che in questi ultimi anni si stia insistendo troppo su eventi, interventi e manifestazioni che vanno contro la vivibilità della nostra città; basti pensare al numero spropositato di concerti che bloccano notevoli porzioni e luoghi della città sottraendoli al godimento naturale di cittadini e di turisti i quali, se cercano di ammirare il bello, lo ritrovano occultato da continue e fastidiose installazioni che ledono la tranquillità degli abitanti e il decoro di elementi iconici della città. Non ci si stancherà mai di lamentarsi delle promesse e assicurazioni non mantenute fatte a proposito dei concerti da spostare in luoghi periferici (ma neanche tanto) come, per esempio, la Mostra d’Oltremare o l’Ippodromo di Agnano, lontani dal centro abitato.
«Napoli città dello sport» e «Napoli città della musica» sono due tasselli di quel brand tanto declamato per la città di Napoli; sarebbe giusto, però, che entrambi si riferiscano alle effettive attività sportive svolgenti davvero un deciso ruolo educativo e non diverso, ad attività musicali più cólte che possano aver luogo senza malamente interferire con la normale vita degli abitanti”.





