Stadio Maradona: la valutazione economica
Il tema relativo allo stadio Maradona governa da mesi il dibattito pubblico cittadino: il Corriere del Mezzogiorno fa il punto della situazione.
Il Maradona come il Meazza?
«Siamo pronti anche a venderlo, il Maradona»: lo stadio che, comunque, «resta l’unico della città e che abbiamo candidato per ospitare gli Europei di calcio del 2032». È un concetto che il sindaco Gaetano Manfredi continua a ripetere, quasi fosse un mantra. E, pur consapevole di quanto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis sia poco incline a condividere scelte e investimenti legati all’impianto di Fuorigrotta, Manfredi va avanti per la sua strada.
Ora più di prima, a Palazzo San Giacomo si confida che l’eventuale nuovo corso in Regione possa dare seguito alla richiesta di 200 milioni avanzata dal Comune per finanziare la ristrutturazione dello stadio in vista di Euro 2032, che Napoli vorrebbe ospitare. Intanto, però, ai piani alti del Comune si ragiona anche su un altro scenario: quale valore attribuire al Maradona in caso di vendita.
Per molti, a partire dallo stesso sindaco, il punto di partenza non può essere inferiore alla cifra che Milan e Inter verseranno al Comune di Milano per San Siro: 198 milioni, importo che comprende anche il diritto di superficie. A Napoli si ritiene che quel parametro possa rappresentare almeno una soglia iniziale, pur tenendo conto delle differenze: dal contesto urbano di Fuorigrotta alle possibilità offerte dal Prg, che nell’area consentirebbe al proprietario dello stadio perfino la realizzazione di un albergo alle spalle della Curva A.
Nella stima entrano diversi elementi: la superficie complessiva, oggi intorno ai 30 mila metri quadrati e potenzialmente estendibile fino a 50 mila con i lavori; la capienza; il valore economico dell’attuale concessione; la redditività dei locali interni e dei molti spazi esterni, a partire da quelli utilizzabili come parcheggi. Pesano anche gli investimenti effettuati negli anni: alcuni già ammortizzati, altri ancora in corso di ammortamento, come i circa 35 milioni spesi per le Universiadi del 2019.
Per avviare ufficialmente una valutazione dell’immobile — che dovrebbe prima essere inserito nell’elenco del cosiddetto “patrimonio disponibile” — il Comune dovrà affidarsi all’Agenzia del Demanio, l’ente incaricato di stimare il patrimonio immobiliare pubblico. È evidente, inoltre, che il valore del Maradona crescerebbe in modo significativo se la Regione dovesse davvero finanziare gli interventi con i 200 milioni richiesti.
Qualcosa, insomma, sembra muoversi. Ed è la speranza di molti: tifosi e non.






