Lo Stadio Diego Armando Maradona compie un passo significativo verso l’inclusione. A partire da Napoli-Juventus del 7 dicembre, la SSC Napoli, in collaborazione con l’Ufficio del Garante delle persone con disabilità del Comune di Napoli, introduce due nuovi servizi pensati per migliorare l’esperienza delle persone con disabilità sensoriali. Un’iniziativa concreta, moderna, che avvicina il club alle migliori pratiche europee e conferma la direzione intrapresa negli ultimi anni: uno stadio davvero per tutti, senza barriere.
Audio-descrizione della partita: un servizio dedicato a non vedenti e ipovedenti
Il primo intervento riguarda i tifosi non vedenti e ipovedenti, che potranno seguire la partita attraverso una telecronaca dedicata, realizzata grazie alla collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi – sezione di Napoli, e diffusa tramite la piattaforma Connect Me Too.
Basteranno uno smartphone e un paio di cuffie o auricolari per accedere a un flusso audio pensato su misura, che non si limita alla semplice descrizione delle azioni, ma integra dettagli fondamentali: movimenti dei giocatori lontano dalla palla, reazioni del pubblico, posizione in campo, gesti tecnici che spesso sfuggono anche all’occhio più attento.
Una scelta che interviene sul senso più spesso trascurato nell’esperienza calcistica: chi non vede lo stadio può comunque “sentirlo”, viverlo, percepirne i ritmi e l’energia. Ed è proprio qui che si coglie la svolta culturale: non si tratta di un servizio accessorio, ma di un diritto riconosciuto, un modo per restituire autonomia e partecipazione.
Cuffie antirumore per tifosi autistici o con ipersensibilità acustica
Il secondo servizio è rivolto a tifosi autistici o con ipersensibilità ai rumori, bambini e adulti che vivono lo stadio con grande entusiasmo ma che soffrono l’intensità sonora tipica degli impianti moderni — cori, boati, amplificazione.
A loro disposizione ci sarà una dotazione di cuffie antirumore certificate, che consentiranno di assistere alla partita in modo più sereno e tollerabile. Si tratta di una soluzione semplice ma fondamentale, già sperimentata con successo in diversi stadi europei e prevista dalle linee guida UEFA.
Ridurre l’impatto acustico non significa isolare l’esperienza, ma renderla vivibile: la partita resta un evento emotivamente forte, ma senza diventare uno stimolo eccessivo o destabilizzante.
Un progetto costruito insieme: Club, istituzioni, associazioni
L’iniziativa nasce dal lavoro congiunto tra SSC Napoli e Ufficio del Garante delle persone con disabilità del Comune di Napoli, guidato da Maurizio Bertolotto, con il contributo progettuale di Maurizio Zaccone per le attività dell’Ufficio.
Questa sinergia ha permesso di unire competenze diverse: la sensibilità istituzionale, la conoscenza delle esigenze delle persone con disabilità e la capacità organizzativa di un club che vive lo stadio come un patrimonio collettivo.
Non si tratta semplicemente di introdurre strumenti, ma di definire un modello: ascoltare i tifosi, riconoscere le esigenze di ognuno, intervenire con soluzioni pratiche. Un cambio di paradigma che porta il Maradona a un livello più vicino agli standard europei, dove l’accessibilità è parte integrante dell’identità degli impianti.
Un Maradona per tutti: il calcio come spazio inclusivo
Il progetto non è un punto di arrivo, ma un primo passo. SSC Napoli ha reso noto che ulteriori informazioni sulle modalità di prenotazione dei servizi saranno diffuse sui canali ufficiali del club, segno che l’iniziativa non vuole essere episodica ma strutturata, con l’ambizione di crescere e ampliarsi.
La direzione è chiara: uno stadio in cui ogni tifoso possa vivere la partita in libertà, senza essere limitato da barriere sensoriali o ambientali. Una visione che restituisce al calcio la sua natura più autentica: comunità, identità, condivisione.
In un momento storico in cui si parla spesso di impianti moderni, restyling, digitalizzazione, il Napoli sceglie una via altrettanto moderna ma più significativa: rendere il Maradona non solo più funzionale, ma più umano.






