Alla vigilia di Napoli-Juventus, Luciano Spalletti ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa. Ecco le sue parole.
Le parole di Spalletti
Quanto è importante arrivare a una partita così con tre vittorie consecutive alle spalle?
La maglia della Juventus è abituata a vivere per vincere le partite. Non stiamo attraversando un periodo bellissimo, ma questo deve essere il nostro standard. Dobbiamo essere anime libere, senza dover andare a cercare supporto da qualche parte per dimostrare quello che deve essere il nostro futuro. L’importante è che in allenamento si riescano a prendere cose nuove, ed è questo che conta davvero.
Quanto può definire le ambizioni stagionali della Juve la partita di domani?
Ci sono momenti che durano giorni e settimane e passano in un attimo. Ci sono partite che valgono tre punti e restano lì, e partite che rimangono nella storia per sempre. Questa è una di quelle che può dire molto sul futuro del nostro campionato. Per questo le dedicheremo tutta la forza che abbiamo.
Può essere considerato un esame di maturità?
Sì, è un esame in cui dobbiamo farci trovare pronti. Sappiamo che è una partita difficile, perché andiamo a giocare contro i campioni d’Italia e conosciamo la loro forza, al di là del campionato precedente, perché lo stanno dimostrando anche quest’anno. Se si ha l’ambizione di fare passi avanti è con loro che ci dobbiamo confrontare.
Il suo rapporto con Conte?
Ci siamo incontrati diverse volte in giro, una volta si è anche giocata un’amichevole. È un allenatore bravo, lo ha dimostrato, come persona non posso dire nulla perché non lo frequento; per il resto mi baso su quello che vedo in campo ed è un allenatore di altissimo livello.
Koopmeiners sta acquisendo una consapevolezza che prima non aveva alla Juve. Quanto può crescere e dare valore?
È un calciatore elegante, geniale, estroso. Sa fare tante cose, ha personalità, quindi mi aspetto sempre che ci sia lo step successivo. Deve essere così, il campo è talmente grande che ti permette di mostrare cose nuove a chi ti vuole bene. E io gli voglio bene.
A Napoli ha regalato qualcosa di diverso nell’anno dello scudetto. Questa Juve può avvicinarsi a quel Napoli?
Mi rifaccio alle parole di John Elkann che ha detto che tutti fanno riferimento a quella che è stata la storia della Juve, ma non sanno quale sarà la sua storia nel futuro. Al fianco di una società del genere c’è la possibilità di arrivare dove tutti i tifosi sognano di arrivare, è chiaro che ci sono passaggi fondamentali, poi è la qualità dei calciatori che fa la differenza. Il percorso si costruisce nel tempo.
È un caso che David abbia fatto la sua miglior prestazione dopo le sue dichiarazioni?
Penso dipenda sempre dai ritmi e da quello che vuoi andare a prenderti personalmente. Lui è un ragazzo intelligente, bravo, con una fisicità importante e credo ci sia questo auto-stimolarsi nel voler dimostrare quello che sai fare. Si porta dietro dei numeri, quindi percepisco questa reazione ed è una cosa giusta che deve fare.
Può essere questa la partita per vedere Yildiz centravanti? O meritano fiducia David e Openda?
Per quanto riguarda la formazione preferisco comunicarla prima ai calciatori, anche perché in partite come queste ci si prende tutto il tempo possibile per costruire l’undici titolare. Mi sembra di averla in mente, ma alcune volte l’ho cambiata anche all’ultimo.
È una partita che sente più delle altre? C’è una favorita considerando gli infortuni?
Sono stati due anni in cui io e il Napoli ci siamo resi felici a vicenda. È stata un’emozione enorme, soprattutto nella stagione dello scudetto, e secondo me le belle storie hanno un potere di immortalità, quindi resterà così per sempre. Poi ho vissuto altre esperienze importanti alla Roma, all’Inter e oggi sono loro avversario, domani non so cosa sarò. Voglio portarmi dietro tutte le belle persone che ho incontrato in questi percorsi. Favoriti? Non parto con questo tipo di ragionamenti. A loro manca qualcosa a centrocampo, a noi qualcosa in difesa, quindi bisogna comunque provare a vincere la partita. Loro hanno un passato che consente loro di avere certezze, noi stiamo cercando queste certezze.
Come ha trovato McKennie? Cosa lo rende così prezioso?
È una persona forte e questo rende forte anche il calciatore. Ha questa disponibilità, questo modo di venirti incontro che sembra dirti “tu chiedimi e io lo faccio”. Si vede che ha affrontato la paura da piccolo, perché per diventare coraggiosi bisogna affrontare ciò che spaventa. Inventa giocate che, a prima vista, non sembrano far parte delle sue qualità, invece le prova comunque. Lo metti quinto a destra e poi lo sposti braccetto e non si lamenta, è perfetto per un allenatore.
Un giudizio su Locatelli?
Locatelli ha personalità, è un giocatore che nello spogliatoio ha una collocazione ben precisa, conosce bene le sue caratteristiche anche se a volte si lascia trascinare in altro. Ne abbiamo parlato anche personalmente, sa cosa voglio da lui, in queste partite è stato quasi perfetto, quindi mi aspetto un’altra grande prestazione.






