A Castel Volturno si tenta di ristabilire una calma apparente. L’atmosfera è strana, quasi sospesa, come se le tensioni delle ultime settimane non fossero mai esplose. Antonio Conte ha ripreso in mano il Napoli, pur trovando solo una parte del gruppo a disposizione, e ha scelto una via inaspettata: il silenzio. Nessun discorso motivazionale, nessuna ramanzina, nessuna chiamata alla responsabilità. L’allenatore ha preferito osservare, ascoltare e lavorare in campo, rimandando ogni confronto al momento in cui la squadra sarà al completo.
Lavoro sul campo e nessun cambio di programma
Conte ha diretto l’allenamento focalizzandosi subito sulle condizioni di Spinazzola e Gilmour, con lo scozzese ancora dubbioso sul rientro immediato. Ha poi chiesto aggiornamenti dettagliati sul recupero di Lukaku, che continua a lavorare senza pause e punta con decisione alla prossima gara di campionato.
Nonostante la tempesta mediatica seguita allo sfogo post-Bologna, Conte non ha imposto ritiri punitivi. Ha confermato che lascerà ognuno dei suoi giocatori dormire a casa alla vigilia delle prossime sfide interne contro Atalanta e Qarabag. Una scelta controcorrente, che sembra voler mandare un messaggio chiaro: niente misure drastiche, solo lavoro e concentrazione.
Il clima sospeso e la gestione dei giorni critici
Nei tre giorni di permesso nessuno, neppure Oriali, ha approfondito pubblicamente le ragioni della sua assenza. Ieri Conte è stato l’ultimo a lasciare il centro sportivo, dopo un lungo confronto con Manna e Oriali, senza però accennare a nuove sfuriate. Sembra aspettare il gruppo al completo per affrontare tutto ciò che è rimasto in sospeso.
Il rientro progressivo dei nazionali inizierà oggi, ma il vero gruppo compatto si formerà solo giovedì, a meno di 48 ore dal match contro l’Atalanta. Un margine di lavoro ridotto che trasforma la settimana in un percorso a ostacoli.
De Laurentiis osserva e valuta
Il presidente non ha ancora deciso se presentarsi a Castel Volturno; aspetta che sia Conte a volerlo con sé. La sua presenza è invece prevista al Maradona per la gara contro l’Atalanta. La sintonia tra Conte e De Laurentiis, nata nell’estate 2024, sembra salda anche ora. Il presidente ha difeso il tecnico dopo Bologna, attribuendo le responsabilità degli infortuni a FIFA e UEFA.
Emergenza infortuni e dubbi tattici
L’assenza di Anguissa costringe Conte a valutare soluzioni diverse. Sul tavolo resta il 3-5-2, con Di Lorenzo, Rrahmani e Buongiorno centrali e Politano e Spinazzola sugli esterni. Tuttavia, vista la mancanza di tempo per lavorarci con tutto il gruppo, è plausibile che il tecnico opti ancora per il 4-3-3 con Elmas, Lobotka e McTominay in mezzo, mentre a sinistra resta il ballottaggio tra Neres e Lang.
Nel frattempo, il mercato di gennaio incombe. Manna e Conte torneranno a confrontarsi presto per definire nuove necessità, indispensabili per affrontare un trittico di partite che rischia di diventare un vero test della verità.
FONTE: Il Mattino






