Europa del calcio in emergenza: un boom di infortuni senza precedenti
La crescente ondata di infortuni non è più un caso isolato, né un problema circoscritto a una singola squadra o a un singolo campionato: riguarda l’intero continente. La Serie A guida questa classifica poco lusinghiera con quasi 90 giocatori ai box, un numero che, se confrontato con i mesi precedenti, rende evidente una tendenza ormai consolidata. Le cinque sostituzioni introdotte dal 2020 avrebbero dovuto alleviare i carichi fisici, ma sono risultate insufficienti a compensare l’aumento esponenziale del numero di partite.
Un calendario sempre più affollato e senza pause
Negli ultimi anni la struttura delle competizioni è cambiata radicalmente. Un tempo il ritmo era sostenibile: campionato nel weekend e qualche turno di coppa infrasettimanale. Oggi lo scenario è capovolto. La riforma della Champions League ha trasformato la fase iniziale, portandola da sei a otto partite certe per ogni club, con l’eventuale rischio di affrontare due playoff aggiuntivi. Anche la Supercoppa è stata modificata: non più una gara secca, ma un mini torneo con semifinale prima della finale. A tutto questo si sommano viaggi lunghi, coppe nazionali con semifinali di andata e ritorno, turni infrasettimanali e un calendario che di fatto non concede riposo.
Nazionali e trasferte: il riposo è diventato un miraggio
I giocatori non si fermano neppure quando i club osservano pause ufficiali. Le convocazioni delle nazionali impongono a molti calciatori viaggi intercontinentali, spesso per partite senza vera posta in palio o non valide per qualificazioni. Questa routine impedisce qualsiasi periodo di recupero effettivo, aumentando l’usura fisica e mentale. Non sorprende quindi che campionati come Premier League (84 infortunati), Bundesliga (68) e Ligue 1 (51) vivano un’emergenza simile. Solo la Liga sembra leggermente più protetta, con circa 40 giocatori attualmente out.
Napoli tra le squadre più colpite dall’ondata di stop fisici
Il Napoli rappresenta uno dei casi più significativi di questa tendenza. Attualmente sono fermi Meret, Lukaku, Gilmour, De Bruyne, Spinazzola e Anguissa: sei giocatori contemporaneamente fuori uso, ai quali vanno aggiunti tutti coloro che si sono fermati nei mesi precedenti e che sono rientrati solo dopo periodi più o meno lunghi. La natura fisica degli infortuni è prevalentemente muscolare, sintomo di una stanchezza accumulata e di un sovraccarico ormai strutturale.
Mondiale per Club e tornei estivi: il prezzo da pagare è altissimo
Squadre come Inter, Juventus e altri club impegnati nel Mondiale per Club estivo stanno ancora assorbendo le conseguenze di una competizione intensa e logorante. E il quadro futuro non promette miglioramenti: alla fine della stagione attuale, i giocatori voleranno negli Stati Uniti per il Mondiale, in una continuità di impegni che lascia pochissimo spazio a recupero, fisioterapia e prevenzione.
Un problema sistemico destinato a peggiorare
L’eccesso di partite, la mancanza di pause, i viaggi intercontinentali e il continuo stress muscolare hanno creato un contesto in cui l’infortunio sembra quasi inevitabile. Le rose si allungano, ma anche le infermerie. Un equilibrio ormai saltato che il calcio europeo dovrà affrontare, prima che il problema sfugga del tutto di mano.
Fonte: Mattino






