Lazio-Napoli: Sarri sfida Conte
Manca sempre meno a Lazio-Napoli, gara valida per la diciottesima giornata di Serie A 2025-2026. Il Mattino evidenzia la sfida a distanza tra Maurizio Sarri, allenatore della Lazio e Antonio Conte, allenatore del Napoli.
Il Mattino: “Si sono sfiorati, raramente incrociati. E infatti quella di domani all’Olimpico è la terza sfida tra Maurizio Sarri e Antonio Conte. I due precedenti risalgono al campionato 2019-2020, quello del lockdown: due vittorie di Sarri che sedeva sulla panchina della Juve, guidata fino allo scudetto prima dell’esonero, contro Conte che guidava l’Inter, accompagnata al tricolore nel 2021, prima del ritorno a Londra. Gia, Londra, la Premier. Il Chelsea. Dove vi è stata la staffetta nell’estate 2018. || 13 luglio l’esonero di Conte e ventiquattrore dopo l’annuncio di Sarri. Ma prima c’era stata la tappa di Arezzo in serie B.
Domani si rivedono dopo sei anni. Due stili differenti, la Grande bellezza dei 91 punti e il Grande cuore del quarto scudetto e della Supercoppa. Entrambi legatissimi al Napoli.
Sarri perché è nato a Bagnoli e ha continuato a coltivare la passione azzurra quando si è trasferito da bambino con la famiglia in Toscana. Conte ha una anima juventina, il passato giustamente non si cancella, ma come ricorda: «Divento il primo tifoso della squadra che alleno». E a Napoli lo è ancor di più perché questa città ti entra dentro. Nello scorso marzo, quando era ancora senza squadra, Sarri raccontò: «Ho parlato con Conte. Sono rimasto contento di aver visto un allenatore innamorato di un popolo. Napoli crea questo».
Maurizio ha allenato tre anni a Napoli. I rapporti con De Laurentiis sono stati difficili, a fronte di risultati straordinari e di quello scudetto perso nel 2018 un giorno prima di giocare, «nell’albergo di Firenze» seguendo in tv la famosa Inter-Juve. Già dalla primavera
2016, dopo i primi successi, le tensioni per laumento di stipendio, fino all’accordo per passare da 750mila euro a 1,5 milioni. Era stato scelto dal presidente dopo l’addio di Benitez. Negli anni De Laurentiis avrebbe ricordato gli striscioni dei tifosi: «Hanno contestato la scelta di Sarri…». E poi se ne sono innamorati. Nel 2018 le strade si divisero perché c’era il richiamo di un grande club (il Chelsea) e il patron puntò su Ancelotti. «lo lo scoprii dalla tv», disse Maurizio.
Tra De Laurentiis e Conte rapporto totalmente diverso. Anzitutto, zero clausole in un contratto da 6,5 milioni di euro. E massimo rispetto dei ruoli. Nessuna ingerenza dopo la problematica stagione dei tre allenatori e del decimo posto, attenzione anche nei tweet presidenziali. Il più lungo e chiaro scritto dopo la sconfitta di Bologna a inizio novembre: «Conte è un maestro e un uomo vero». Sarri qui ha lasciato l’eredità del bel gioco, uno spartito straordinario che suonava a memoria. Conte ha vinto scudetto e Supercoppa in sette mesi e altri obiettivi si è posto per il 2026, inseguendo anzitutto il risultato (il motto bonipertiano
«vincere è l’unica cosa che conta» non si dimentica) e andando oltre le difficoltà degli infortuni. La rosa stretta tormenta anche Sarri, perché prima degli infortuni vi sono stati i paletti sul mercato. Accettati nel nome dell’affetto per i laziali, grande quanto quello di Conte per i napoletani: loro i garanti di una forti passioni.
Due staffette in panchina. Dall’Arezzo al
Chelsea. Serie B 2006-2007, i toscani partono con il -6 per Calciopoli che sarà decisivo. In avvio c’è Conte, ma viene esonerato a fine ottobre. Arriva Sarri, che veste di nero e chiede ai giocatori di non calzare scarpette colorate per scaramanzia. Nonostante i quarti di Coppa Italia Maurizio viene messo alla porta a metà marzo dopo una partita a Cesena.
«Lo scoprii ascoltando la radio». Richiamato Conte, che dice con chiarezza: «Qui si fa come dico io o vado via». Il fardello della penalizzazione è pesante ma all’ultima giornata l’Arezzo potrebbe salvarsi se la Juve, la Juve di Antonio, non perdesse con lo Spezia all’ultima giornata. I liguri ai playout, i toscani in serie C. E Conte esplode: «Si parla di un calcio pulito e poi vediamo cosa accade. Nei miei confronti non c’è stato il benché minimo rispetto da parte della Juventus. Rispetto tutti i tifosi della Juventus ma non i giocatori. Tutti i rapporti di amicizia sono stati cancellati”.
Il Chelsea, poi. Dopo l’eliminazione ai rigori dall’Europeo, nell’estate 2016 Conte accetta l’offerta dei Blues, reduci da una stagione amara, senza titoli. Antonio vince il campionato. Un anno dopo, non basta la conquista della Fa Cup: lo staff di Abramovich decide di interrompere il rapporto nonostante il terzo anno di contratto. E a Stamford Bridge, il 14 luglio 2018, appare l’uomo in tuta che aveva fatto sognare i napoletani. Quattro anni prima
Sarri aveva vinto il campionato di serie B con l’Empoli e adesso è là, in Premier League, ad allenare il Chelsea.
Vince l’Europa League con la squadra in cui brilla il genio del playmaker Jorginho, uno di quei giocatori che Maurizio aveva trasformato da brutti anattrocoli (o quasi) in cigni a Napoli.
Ma l’esperienza londinese è breve. Sarri avverte il richiamo dell’Italia e vola a Torino per firmare con la Juventus. Proprio lui che nella sala stampa di Castel Volturno un giorno aveva detto: «lo alla Juve? Ci sono gli estremi per una querela». Proprio lui che agli insulti razzisti dei tifosi bianconeri davanti allo Stadium aveva reagito mostrando il dito medio”.






