Il Napoli sbanca l’Olimpico con un successo di misura che pesa come un macigno nella corsa scudetto. A decidere il match è stato David Neres, autore del gol dell’1-0 che ha permesso agli azzurri di agganciare il Milan in vetta alla classifica. Una vittoria ottenuta al termine di una partita estremamente fisica, intensa, quasi brutale nei duelli, che ha messo in luce sia la ritrovata solidità del Napoli sia le difficoltà di una Roma provata dal fitto calendario.
Ritorno alle origini per Antonio Conte
Dopo la sconfitta di Bologna e la pausa per le Nazionali, Antonio Conte ha cambiato rotta tornando al suo modulo più iconico: il 3-4-2-1. Una scelta che, come sottolineato anche da James Horncastle su The Athletic, è nata quasi per necessità. Gli infortuni e la condizione non ottimale di alcuni titolari hanno convinto il tecnico a riprendere le basi tattiche che lo hanno reso uno degli allenatori più riconoscibili del panorama europeo. Il risultato è stato immediato: tre vittorie consecutive in tutte le competizioni e una squadra che ha ritrovato automatismi e verticalità.
La partita, però, non è stata semplice. La Roma arrivava da un impegno di Europa League che le aveva tolto due giorni di preparazione, e diversi giocatori non erano al meglio fisicamente. Manu Koné ha stretto i denti nonostante un infortunio, mentre Evan Ferguson, rientrato dall’inizio, è apparso fuori ritmo e ha lasciato il campo già a metà match. Nel momento di massimo sforzo giallorosso, il Napoli ha colpito: un contropiede fulmineo guidato da Hojlund ha liberato Neres, l’unico capace di tenere il passo dell’attaccante danese, che ha finalizzato con freddezza.
Conte esce dall’Olimpico con una certezza: il suo Napoli è tornato a essere una squadra feroce, compatta, riconoscibile. E ora guarda tutti dall’alto, seppur in coabitazione con il Milan, l’unica big contro cui gli azzurri non sono ancora riusciti a imporsi in questo campionato che si preannuncia sempre più imprevedibile.






